E se per una volta?

E se per una volta si facesse la cosa giusta al momento giusto? La mia è una proposta assai parziale, viziata dal mio passato di obiettore di coscienza al servizio militare obbligatorio, ma sinceramente scevra da qualsiasi pregiudizio verso le Forze Armate di un Paese democratico. E però, in tempi di spending review e, soprattutto, in un momento grave per l’Italia, in cui la terra continua a tremare, cosa accadrebbe mai se la parata del 2 giugno, Festa della Repubblica, vedesse sfilare i volontari delle migliaia di associazioni italiane, i giovani del servizio civile nazionale e le forze della protezione civile territoriale? Ecco, così, tanto per.

Aggiornamento: alla luce dei commenti ricevuti qui e per posta elettronica  (grazie) e soprattutto del clamore che ha suscitato la valanga di richieste di cancellare la parata del 2 giugno, mi sento stimolato a proseguire questo post che si concludeva con una retorica domanda relativa alle conseguenze di una parata al 100% solidale e solidaristica, fatta di volontari e membri del servizio civile nazionale. Devo esprimere il mio profondo disagio per le tante, troppe invettive dirette al Presidente della Repubblica, al quale, accanto al legittimo invito a considerare l’annullamento della manifestazione del 2 giugno, sono arrivati, sui social network e su Twitter in particolare, veri e propri insulti e contumelie, mostrando del microblogging il lato peggiore, quello di dar sfogo al più sfacciato ed insopportabile populismo abbaiato. Sia chiaro: Napolitano, che stimo e che ringrazio per il lavoro egregio che ha compiuto a servizo del Paese non è intoccabile ed esente da critiche. Ma queste siano sempre costruttive e sensate, senza mai dimenticare che Egli rappresenta l’unità della Nazione e la Repubblica nel suo insieme. E poi, fatemelo dire: quanta ingratitudine per chi si è trovato a gestire una situazione fra le più difficili e complesse del dopoguerra!

Ora, è ben comprensibile che a fronte di una tragedia come quella che si sta consumando in Emilia si avverta l’esigenza di devolvere ogni risorsa disponibile alle donne e agli uomini in difficoltà. E ci mancherebbe: i denari debbono arrivare ed arrivare immediatamente. Non credo, però, che inveire contro il Capo dello Stato perché annulli una manifestazione che – criticabilissima nella sua celebrazione ancora troppo militareggiante – vuole ricordare la Repubblica Italiana, abbia davvero senso e sia di utilità a chi oggi soffre. E non perchè dubito che sia competenza del Capo dello Stato: chi magnifica oggi il Forlani che annullò la manifestazione dopo il terribile terremoto del Friuli dovrebbe ricordarsi che fu atto del Ministro della Difesa e, quindi, del Governo. Ma soprattutto perché proprio nei momenti più terribili una comunità ha il bisogno di ritrovarsi assieme attorno ai suoi valori fondanti, anche attraverso una parata. E sta proprio qua il senso della proposta che facevo all’inizio di questo articolo tormentato: farla dando spazio a chi ogni giorno invera con la propria azione i principi di solidarietà che sono parte importante della nostra Costituzione. Senza abbaiare.

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5 thoughts on “E se per una volta?

  1. stefania germani ha detto:

    bella idea ma in un momento come questo sarebbe auspicabile sospendere tutto e destinare i soldi ai terremotati . Parate di questa natura possono attendere riproponiamole in tempi migliori …

  2. eDue ha detto:

    @stefania germani

    Ecco, questo sì.
    Sospendere le minchiate e pensare alle cose davvero importanti, destinando le risorse a cose di valore chome l’aiuto delle persone in difficoltà.

    Il problema è che qualcuno considera queste parate come un momento di forte impatto sulla popolazione (così, al singolare), e quindi è convinto in completa buona fede che serva.

    Il che, ovviamente, complica molto le cose.

    @Alfredo

    cosa accadrebbe mai se la parata del 2 giugno, Festa della Repubblica, vedesse sfilare i volontari delle migliaia di associazioni italiane, i giovani del servizio civile nazionale e le forze della protezione civile territoriale?

    Accadrebbero due cose:

    1) che costoro, in un momento come questo in cui c’è tanto bisogno nelle zone colpile dal sisma, starebbero a perdere tempo qui a Roma a fare le marc(h)ette o le passeggiatine ai fori

    2) Che i vertici delle associazioni litigherebbero su chi mandare a Roma.
    Questa seconda non p una mera supposizione, è già successo in una recente occasione quirinalizia.

  3. eDue ha detto:

    Il sommovimento che ha provocato l’intervento serale del presidente della Repubblica: ”A fine settimana celebreremo il 2 giugno, e lo faremo sobriamente in memoria delle vittime del terremoto in Emilia Romagna”, ha annunciato nel corso di una cerimonia a Gemona del Friuli. Perché “la Repubblica deve confermare la sua forza e la sua serenità, e lo faremo per sottolineare che saprà vincere le grandi sfide che ha di fronte”.

    Ecco, “celebriamo” ma non “festeggiamo”. Oh.

  4. 2 giugno | eDue ha detto:

    […] Buon 2 giugno 2012, viva l’Italia. […]

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