Strade o zone di guerra?

La domanda è legittima, almeno a leggere il Rapporto  presentato dall’ASAPS, Amici della Polizia Stradale, secondo cui ogni tre giorni un cittadino italiano viene ucciso dai cosiddetti pirati della strada.

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“Dopo ogni incidente grave – riporta il sito dell’Associazione Italiana Familiari e vittime della strada ONLUS –  inizia un doloroso ed estenuante iter legale che dovrebbe portare alla individuazione delle responsabilità, alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati, e ad assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo. Anche in questo campo l’Italia si distingue negativamente dal resto d’Europa, con una giustizia lenta ed approssimativa, che calpesta continuamente la dignità dell’uomo e quei valori che la nostra costituzione dovrebbe tutelare.”

Il problema, mi sembra, è lontano dal godere di soluzioni adeguate. Se l’attività di prevenzione appare robusta (qui l’audizione del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali sul tema), troppe domande rimangono senza risposta. Sono sufficienti le regole in vigore per il conseguimento delle patenti di guida? Potrebbero rendersi più stringenti i controlli periodici sui guidatori? Perchè l’effetto punti sembra avere perso efficiacia? Il mondo dell’automobile e quello della pubblicità che ruolo possono (devono) avere? E, soprattutto, il fatto che i pirati, magari sotto effetto di alcol e stupefacenti, ben difficilmente restino in carcere e rarmente scontino detenzioni esemplari, non dovrebbe portare ad una riflessione seria sulla certezza della pena?

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L’Ue scende in strada

Il Parlamento europeo si è recentemente pronunciato sulla proposta di direttiva che istituisce un sistema di scambio di informazioni per agevolare il pagamento delle multe inflitte in uno Stato membro diverso da quello di residenza agli automobilisti che passano col rosso, guidano in stato di ebbrezza, non si allacciano la cintura e superano i limiti di velocità. Chiede di armonizzare i metodi di controllo, aumentare il numero dei controlli e valutare l’opportunità di equiparare l’importo delle multe in tutta l’UE.

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Approvando con 594 voti favorevoli, 35 contrari e 40 astensioni la relazione di Inés AYALA SENDER (PSE, ES), il Parlamento propone una serie di modifiche alla proposta di direttiva volta ad agevolare l’applicazione di sanzioni ai conducenti che passano col rosso, guidano in stato di ebbrezza o senza cintura di sicurezza o superano i limiti di velocità in uno Stato membro diverso da quello di immatricolazione del veicolo.

Una piccola buona notizia, credo, nel proliferare incredibile di morti e feriti sulle strade causati da disattenzione, superficialità e cialtroneria (qui il comunicato stampa).