Archivi tag: Sicurezza stradale

Celebration

Tornare a casa la sera tardi in un fine settimana a Roma fa capire come troppo spesso le patenti vengano date con leggerezza a teste vuote che farebbero meglio a sgambettare invece di mettersi al volante. Dementi di tutte le età (colpisce, curiosamente, la frequenza statistica di bionde svenevoli alla guida di Smart) attaccati al sedere che lampeggiano per avere strada, curve praticamente su due ruote, giovanotti alticci poco più che maggiorenni con musica (di merda) a palla, semafori rossi bruciati con nonchalance, sorpassi accompagnati da cordiali vaffanculo. E’ il fantastico momento del dopo locali, post apericena, pre disco, fate voi: sbevazzati al punto giusto, idioti totali. Personalmente, senza ritirare fuori la necessità di prevedere il reato di omicidio stradale (quando diavolo ci arriviamo?), prevederei esami severissimi di rinnovo ogni due anni accompagnati da test psicologici: se sei coglione non guidi. Punto. E vi lascio alla visione di questa pubblicità contro l’idiozia su strada: non servono commenti.

Contrassegnato da tag , ,

Fiorello, il signor Mario e poi?

Torno malvolentieri sulla storia dell’incidente di Fiorello, che lo ha visto coinvolto alcuni mesi fa. Ci torno malvolentieri perchè a me Fiorello, che trovo artista completo, sta davvero molto simpatico. La mia riflessione, tuttavia, riguarda l’evento che lo ha visto protagonista e il ruolo che, volente o nolente, rivestono personaggi molto amati dal pubblico. Del fatto in sé si è ampiamente parlato: una imprudenza che è costata cara sia allo showman che al signor Mario, il pedone investito che Fiorello – va detto – si è subito premurato di contattare e andare a trovare. Il punto è che se di imprudenza si è trattato, di imprudenze del genere in Italia se ne commettono sin troppe: a causa di una vera e propria incultura della strada, accompagnata da una sostanziale assenza di vera pena per chi si macchia di quello che possiamo definire omicidio stradale, il clima generale è quello tipico del peggior malcostume italico: tutto passa. No, non è così. Non lo è per chi ha perso qualcuno sull’asfalto o per chi porterà per sempre su di sé il segno della disattenzione o della noncuranza di chi si trovava alla guida. Ricordo che, secondo i dati Istat, nel 2012 si sono registrati in Italia 186.726 incidenti stradali con 3.653 morti e 264.716 feriti: un bollettino di guerra. E arriviamo al secondo punto. Se sei uno dei più amati personaggi dal pubblico di tutte le età, mi aspetto che tu dica qualcosa, Fiorello. Chi riceve tanto, deve anche dare tanto: mi piacerebbe una parola su quello che è successo, delle scuse agli Italiani che tanto amano uno dei personaggi più bravi e accattivanti del mondo dello spettacolo. E sarei felice se Fiorello facesse tesoro di questa esperienza negativa e che magari si adoperasse per dare un suo contributo alla lotta contro un certo modo di affrontare la strada: penso a quanto potrebbe essere importante, ad esempio, parlare ai giovani e spiegare come una stupidaggine possiamo farla tutti e che, tuttavia, potrebbe essere l’ultima. Immagino non sia facile e credo che non sia una passeggiata dimenticare quello che è accaduto: ma se è un errore accanirsi contro chi ha fatto uno sbaglio, sarebbe davvero uno spreco non assumersi fino in fondo le proprie responsabilità di fronte al proprio pubblico e provare a tirar fuori qualcosa di buono da quel maledetto sbaglio.

Contrassegnato da tag ,

Fiorello, la rete e la strada: diciamola tutta

Diciamolo subito: a me Fiorello sta molto simpatico e spero recuperi presto e completamente dall’incidente di cui da giorni parlano giornali e televisione. Sono, tuttavia, più preoccupato per il pensionato di 73 anni che è stato investito sulle strisce pedonali mentre le attraversava: la vittima dell’incidente. Sarà impopolare dirlo, ma il colpevole in questa storia è Fiorello. Dalla ricostituzione dei fatti emerge che Fiorello avrebbe superato una automobile ferma davanti un attraversamento pedonale prendendo in pieno il pensionato, che ha subito alcune fratture e che avrebbe potuto morire. Severgini ha correttamente stigmatizzato la serie di insulti che sui social network hanno avuto come bersaglio Fiorello, convalescente in ospedale: concordo, è certamente biasimevole. Tuttavia, non riesco a scrollarmi di dosso un certo senso di sgradevole indulgenza che resta a mezz’aria. L’Italia è il paese in cui nel 2012 si sono verificati 186.726 incidenti stradali con lesioni a persone, con 3.653 morti e 264.716 feriti (dati Istat). Di fronte a certe cifre occorrerebbero ben altri atteggiamenti, senza ambiguità ed equivoci, e dovrebbe fare riflettere tutti il modo in cui i media hanno lanciato le notizie sull’incidente, di cui proprio Fiorello sembrava la vittima. Basta, al contrario, farsi un giro sul sito della Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale per inorridire: atti di pirateria, bimbi uccisi, persone investite e lasciate a morire scaraventati sull’asfalto. Ci siamo abituati, d’altronde: basta sfogliare le pagine di un quotidiano per leggere di episodi indegni di un Paese civile. Sono cifre e storie che segnano troppo spesso la noncuranza con cui ci si mette al volante ed in sella o alla guida di una minicar (uno scandalo tutto italiano) e il dibattito che da anni aleggia sulla introduzione del reato di omicidio stradale dimostra l’allarme sociale del fenomeno. Le regole sulla strada sono scritte a tutela della sicurezza di tutti e, in primo luogo, per chi va a piedi, come il “Signor Mario”. E chi viola queste regole deve pagare. Insomma, non vorrei che la risonanza di questo episodio poggi solo sulle contumelie lanciate su Twitter da cento sconosciuti, checché ne dica Michele Serra. Posso solo immaginare lo stato d’animo in cui versa lo showman siciliano che, pure in condizioni fisiche complicate, si è affrettato a chiedere notizie dello stato di salute di chi aveva investito. Ora si rimettano entrambi presto. Ma Fiorello, aldilà delle conseguenze penali, non potrà tornare a godere dell’affetto del suo pubblico senza una chiara assunzione di responsabilità. 

Contrassegnato da tag ,

Pubblicità decesso

Era apparsa proprio a pochi metri dal mio posto di lavoro e il Corriere la riporta oggi nella Cronaca di Roma: singolare la pubblicità con cui una impresa di onoranze funebri offre i propri servigi a rate a partire da 99 euro al mese. Cattivo gusto? Forse. Ma, a vedere le altre idee di marketing su loro sito (“Non correre oltre i limiti, non abbiamo fretta di vederti”), devo dire di preferire lo stile un po’ macabro di questi immaginifici imprenditori di cui tutti, prima o poi, abbiamo bisogno, alle tante pubblicità di auto fighette e culi di decerebrate che ci propinano. E faccio le corna.

Contrassegnato da tag , ,

La strage infinita. E impunita

Se c’è una strage di innocenti che fa schifo è quella che continua senza sosta sulle nostre strade. Due o quattro ruote non cambia, i morti si ammucchiano. Un ragazzino di 12 anni in bici ucciso da un tram a Milano grazie a chi parcheggia in doppia fila (normale, no?), una ragazzina di 15 anni investita due volte mentre va a scuola nel bellunese: sono solo gli ultimi due incredibili episodi della quotidiana inciviltà d’Italia. Attenzione, non si tratta di casi isolati, non è una tragica fatalità, non ci si caschi. Il vero problema è che di idioti al volante ce ne sono fin troppi ed è davvero sorprendente, a vedere le imprese compiute ogni giorno nel traffico delle città o sulle autostrade, che incidenti del genere non accadano più spesso. Come si risolve il problema? Controllo del territorio e applicazione ferrea del codice? Sicuramente. Introducendo il reato di omicidio stradale, sostenuto dal Sindaco di Firenze Matteo Renzi? Senza dubbio. Non dimentichiamo, però, che il problema è innanzitutto culturale e che, finché si continueranno a pompare e vendere automobili che sfrecciano a 220 km/h quando abbiamo un limite a 130 km/h e ci si ciberà di fantasiose pubblicità che ci convinceranno di come una bella auto costituisca l’indispensabile prolungamento del pene (almeno per i maschietti) e non un mezzo sicuro per spostarsi, non se ne uscirà.

Contrassegnato da tag ,

Ci vorrebbe Nembo Kid!

Fra tutte le pubblicità del settore automobilistico, questa della nuova Giulietta è la più sciocca, superficiale, sessista, abbindolagonzi, incurante della sicurezza stradale ed offensiva per le donne che abbia mai visto, oltre che vaghissimamente beota. Provami, dice: ma da come incita all’amplesso con una quattro ruote di almeno 1250 chilogrammi, ci vorrebbe come minimo Superman, l’Uomo d’Acciaio, evidentemente attrezzato alla bisogna… Ah, la fallomania su strada!

Contrassegnato da tag , ,

Ma dove diavolo me lo metto?

Stamattina il caffellatte mi andava quasi di traverso: leggo sulla cronaca romana del Corriere della Sera che da oggi in poi vigili urbani e ausiliari del traffico multeranno moto e motorini parcheggiati fra le auto all’interno delle strisce blu. Effetto bomba atomica: dove diavolo me lo metto il mio motorino? Attenzione: come (non) tanti altri centauri(ni) romani non lascio mai le mie due ruote sul marciapiede, purtroppo spesso invasi dalle moto, pur se i pochi spazi riservati sono del tutto insufficienti, come ben sa chi si muove a Roma in moto. Ecco allora che la soluzione di parcheggiare all’interno delle strisce blu è una modalità ragionevole e non invasiva di salvare capra e cavoli. Ci sono cose più importanti, dirà qualcuno: sacrosanto, ma andateci voi tutti i giorni nelle mulattiere romane nel traffico, col solleone o sotto la pioggia, per non trovare neppure posto e rischiare di beccarsi salatissime mazzate! E adesso? Posto che oggettivamente non esistono posti riservati alle moto per tutti, gradirei molto che Comune e ATAC (che gestisce il servizio degli ausiliari) dicano una parola definitiva. I loro siti internet, per ora, tacciono.

Contrassegnato da tag , ,

Di macchine, di cani e di ragazze irlandesi

Io me lo ricordo bene quando è successo: si era in campagna elettorale, primavera 2008, e lessi di come Elizabeth Anne Gubbins e Mary Claire Collins, due turiste irlandesi di neanche trentenni, erano state falciate e ammazzate da un pirata della strada mentre attraversavano le strisce pedonali a Castel Sant’Angelo. Erano andate insieme ad altre due amiche in un locale per festeggiare il giorno di San Patrizio, patrono dell’Irlanda: una era stata scagliata a trenta metri di distanza, la seconda  trascinata per circa 50-60 metri. Guidava Friedrich Vernarelli, con un tasso alcolico nel sangue superiore al consentito, che non si era neppure fermato dopo averle fatte saltare per aria come birilli. Vernarelli l’anno scorso è stato condannato a sette anni: “ben” tre anni e mezzo a ragazza.

Leggo oggi sui giornali che il Nostro, che se ne andava tranquillamente a passeggio col proprio cane (un dogo argentino, si badi bene) per le vie della Capitale, non ha trovato nulla di meglio da fare, ieri sera, che fare azzannare dal suo cane una donna alla testa e prendere a colpi di stampelle un uomo claudicante, o almeno così riportano le cronache. Allora qualcuno potrebbe chiedersi: ma è normale che chi è stato riconosciuto colpevole di un fatto così esecrabile dopo un solo annetto possa andarsene a zonzo come nulla fosse? E non è un poco raccapricciante che, invece di condurre una vita di monastico pentimento e cambiare stile di vita, costui continui a perpetuare bricconate? E per andare in galera o, perlomeno, restare ai domiciliari, che cosa avrebbe dovuto fare, passare sopra a quelle due poveracce tre o quattro volte? C’è da domandarsi quale tipo di società possa partorire individui del genere: probabilmente la stessa società che ci bombarda con pubblicità di auto rombanti a 200 km/h in un Paese in cui i limiti sono a 130…

Contrassegnato da tag ,
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: