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Difendere l’indifendibile

Dopo le incredibili dichiarazioni di Silvio Berlusconi rilasciate nella Giornata della Memoria, arrivano puntuali le smentite dell’ex Premier, secondo cui “spiace che qualcuno da sinistra abbia cercato di imbastire una speculazione su mie dichiarazioni con la finalità di fare campagna elettorale”. Inoltre, dichiara: “rivendico il mio ruolo di amico storico di Israele, unico presidio di libertà e di democrazia nel Medio Oriente. Le mie analisi storiche sono sempre state fondate sulla condanna delle dittature“. E, infine: “condanno senza equivoci la dittatura fascista. Sulle mie parole speculazione della sinistra”. Bene. Detto questo, non era meglio mantenere un imbarazzato ma tutto sommato dignitoso silenzio? E invece no. Ecco un breve sunto delle dichiarazioni a supporto dell’ex Presidente del Consiglio.

INAUGURAZIONE DEL MEMORIALE DELLA SHOAH

  • La prima in ordine di arrivo è Adriana Poli Bortone di Grande Sud su Twitter, sostenendo che “Su #Mussolini #Berlusconi ha ragione. Il Fascismo ha inventato lo Stato sociale in Italia”.
  • Secondo Roberto Formigoni le parole del Cavaliere vanno “contestualizzate” (sì, contestualizzate!), mentre Fabrizio Cicchitto parla di “forzatura” e azzarda una sorta di ‘classifica delle dittature’ spiegando: “La dittatura fascista non raggiunse mai l’orrore di quella nazista che produsse i campi di sterminio, e di quella comunista di Stalin. Su Mussolini, adesso si sta aprendo una discussione del tutto strumentale forzando il senso delle parole di Berlusconi che si riferiva evidentemente (evidentemente!) ad alcuni aspetti delle politiche di assistenza sociale e di sostegno alle famiglie”.
  • Parla Maurizio Gasparri: “Le cose più gravi sono la collaborazione con la Germania e l’approvazione delle leggi razziali. Come anche la limitazione delle libertà individuali dei cittadini. Ma continuo a dire che le parole di Berlusconi sono state valutate male. Lui è uno diretto, sincero, e per questo lo si strumentalizza“.
  • Il sito del PdL affollato di dichiarazioni a sostegno del Cavaliere. ”La vergogna dell’Italia non é Silvio Berlusconi, che oggi ha definito le leggi razziali ’la peggior colpa’ di Mussolini, ma Antonio Ingroia (e perché solo lui, poi?) e tutti coloro che da sinistra non si vergognano di strumentalizzare le sue parole nel Giorno della Memoria”, dice Anna Maria Bernini, portavoce del Pdl. Continua il portavoce del Pdl (un altro?Daniele Capezzone: ”E’ surreale che arrivino attacchi contro Berlusconi dagli amici e dai difensori italiani di Hamas e Hezbollah. E sarebbero costoro a poterci dare lezioni?”. E, infine: ”Accusare Berlusconi di aver in qualche modo giustificato le scelte del fascismo é da irresponsabili. A Berlusconi fa schifo ogni forma di totalitarismo così come si sono affermati nella storia dal nazifascismo al comunismo”: lo ha dichiarato, in una nota, il deputato del Pdl Francesco Giro.
  • Lo sport preferito di certa sinistra è il tiro al piccione a Berlusconi, sempre, comunque e in qualsiasi occasione. Una affermazione di per sé non strumentalizzabile (sic!) diventa casus belli se proviene dalla bocca dell’ex premier. La sinistra che oggi a Milano si  è permessa di strumentalizzare una vicenda storica orrenda, dolorosa e disumana come quella della Shoah è indegna a governare. Anziché correre come tanti caproni nella gara a chi la spara piú grossa, farebbero meglio  a pensare a come onorare la memoria dei tanti morti che fanno parte delle nostre radici”. Lo ha dichiaratoDaniela Santanché.
  • Arrivano le dichiarazioni del Segretario politico del PdL, Angelino Alfano: “in questo giorno, queste strumentali polemiche portate avanti, quasi con ritmo ossessivo, dalla sinistra si macchiano di qualcosa di più disonorevole poiché utilizzano la memoria per bassi scopi. Questi attacchi al presidente Silvio Berlusconi sono, dunque, pretestuosi e sganciati dalla realtà perché fanno finta di dimenticare che Berlusconi è da sempre a fianco del popolo di Israele, oltre che sostenitore attento dei principi di democrazia in tutto il Medio Oriente. Questo gravissimo tentativo di distorsione delle parole di Berlusconi mostra con chiarezza l’atteggiamento schizofrenico tenuto sempre dalla sinistra, accecata da un antiberlusconismo di maniera, e conseguentemente la sua incapacità a governare con serenità il nostro Paese”.
  • “Come al solito è stata estrapolata una frase ed è stato montato un caso. Berlusconi ha specificato il suo pensiero”: lo sostiene Mara Carfagna.

  • Inarrivabile, infine, Renato Brunetta: “Credo che Berlusconi abbia detto quello che la maggioranza degli italiani pensano su Benito Mussolini. Credo che gli italiani si riconoscano nelle parole di Berlusconi in questo senso: premettendo che è stata una dittatura, che ha negato le libertà va detto che il fascismo ha prodotto welfare senza democrazia, esattamente come avvenuto in Unione Sovietica”.
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Lo smemorato di Arcore

L’art.1, co.1, della Legge 211/2000 recita: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”. Ebbene, Silvio Berlusconi, leader del Popolo della Libertà, candidato Presidente per la coalizione di centrodestra, intervenuto alla manifestazione a Milano per ricordare la Giornata della Memoria, dichiara serenamente: «E’ difficile adesso mettersi nei panni di chi decise allora, e certamente il governo di allora nel timore che la potenza tedesca si concretizzasse in una vittoria generale preferì essere alleato alla Germania di Hitler piuttosto che contrapporvisi. Dentro questa alleanza ci fu l’imposizione della lotta e dello sterminio contro gli ebrei quindi il fatto delle leggi razziali è la peggiore colpa di Mussolini che per tanti altri versi invece aveva fatto bene […] Da parte nostra ci fu una connivenza non completamente consapevole».

Come ricorda un meritorio Wil, non è la prima volta che Silvio Berlusconi si lancia in esternazioni del genere, ma che si dicano enormità simili oggi, 27 gennaio, è intollerabile. E proprio nel giorno in cui riappaiono scritte deliranti sui muri del Museo Storico della Liberazione di Via Tasso a Roma ed in cui la Cancelliera tedesca parla di “responsabilità permanente” per l’Olocausto. Calcolo strategico? Gaffe? Espressione di un sentimento che ancora alligna nella pancia di un Paese che non ha mai fatto completamente i conti con la sua dittatura liberticida? Non lo so, ma fosse anche per tutti questi motivi sento oggi il bisogno ed il dovere, come pubblico dirigente, servitore dello Stato, fedele alla Costituzione e alle leggi della Repubblica italiana, democratica e antifascista, di rifiutare con sdegno la lettera ed il senso di tali dichiarazioni in difesa dei valori non negoziabili della comunità nazionaleTroppo attendersi lo stesso da coloro i quali si candidano a rappresentare il popolo Italiano nelle assemblee rappresentative sotto il capolista Silvio Berlusconi?

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La memoria di Shlomo

Io Shlomo Venezia l’avevo sentito parlare una quindicina d’anni fa in un ciclo di incontri che Unicef Italia aveva organizzato sui temi dello sviluppo. Lui era venuto e, in un silenzio fermo di una grande aula universitaria di Lettere, aveva raccontato le sue storie. Storie vere. Delle tante cose che sono state scritte dopo la sua recente scomparsa, riporto le parole di Corrado Augias su Repubblica del 5 ottobre. Che servono, servono eccome, a vedere i deliri sul “falsario olo-sopravvissuto” che ancora è possibile trovare in rete e a leggere le sconcertanti pronunce sulla strage di Sant’Anna di Stazzema della magistratura tedesca. Servono.

Di Shlomo Venezia vorrei ricordare la pacatezza con la quale raccontava la tragedia che aveva vissuto. Forse dovrei dire prudenza, cautela. Dettata immagino dal timore di non essere creduto come gli era successo quando era tornato dall’ inferno e ciò che era accaduto nei campi di sterminio suscitava incredulità e lo stesso Primo Levi penò per fare pubblicare il suo grande libro ‘ Se questo è un uomo ‘. Per due volte la Einaudi lo rifiutò prima di decidersi a farlo uscire, ma solo nel 1958. Ricordo un episodio atroce riferito da Shlomo nel suo infame , e faticosissimo, lavoro di svuotare dai cadaveri le camere a gas. La costante ossessione nazista era di far sparire le tracce. Un giorno gli venne chiesto se avevano mai trovato qualcuno vivo dopo il gas. Rispose che sì, una volta era successo. Mentre erano intenti al loro turpe lavoro, uno della squadra disse d’ aver sentito un rumore, in quel nauseante silenzio. Si fermarono un attimo ma non si udì nulla. Dopo qualche minuto quello ripetè d’ aver inteso qualcosa. Andarono verso quel punto sollevarono alcuni cadaveri, sotto c’ era una donna morta con ancora attaccato alla mammella il suo bambino neonato. Era rimasto tranquillo finché riusciva a succhiare, quando il flusso s’ era interrotto aveva cominciato a piangere. Portarono il bambino all’ aria aperta, li vide l’ SS di guardia, prese il fucile e finì il bambino con un colpo in bocca. Vorrei che il figlio di Alemanno e tutti i ragazzi inconsapevoli che si divertono a ripetere il macabro saluto fascista leggessero in queste righe ciò che evidentemente nessuno gli ha mai detto a casa.

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Hitler chi???

«Non c’è alcun documento di Hitler che dicesse di ‘sterminare tutti gli ebrei», parola di un professore dell’Università di Teramo, durante una lezione ripresa in video e riportata sul suo sito personale. Premesso che il Prof. non era nuovo a manifestazioni di questo tipo, devo stringere i denti ed accettare, fatte salve le decisioni che le Università prendono nella loro autonomia, che si professino tesi del genere: penso sia meglio una aberrazione in più che una verità in meno.

La domanda, magari retorica e sciocca, nel giorno in cui Priebke viene pizzicato a fare tranquillamente la spesa in un Paese in cui il Presidente del Consiglio dei Ministri racconta barzellette sugli ebrei, è: ma il Prof. in questione li ha mai sentiti i sopravvissuti italiani ai campi di sterminio raccontare le loro storielle? Io sì.

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