Una minaccia alle famiglie, non c’è dubbio

Vivian e Alice, novantenni lesbiche, insieme da settant’anni, si sposano: un’autentica mina per la solidità del matrimonio e della famiglia naturale, no?

La lunga strada verso Sochi

“Noi non abbiamo un divieto sulle relazioni sessuali non tradizionali tra le persone. Noi abbiamo un divieto di propaganda dell’omosessualità e della pedofilia. Quindi potete stare tranquilli, rilassati. Ma lasciate stare i bambini, per favore“. Val la pena ricordare queste parole pronunciate dal Presidente russo per giungere alla conclusione che trovo più che legittime le perplessità manifestate da più parti (l’ultima, in ordine di tempo, da parte della ex Ministra Idem) sulla partecipazione del Presidente del Consiglio alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali a Sochi. Credo, personalmente, che questa sarebbe stata una buona occasione per marcare il punto sul rispetto dei diritti delle persone omosessuali e per affermare, ancora una volta, che certi stereotipi non hanno dignità di cittadinanza. Immaginabili ragioni di realpolitik, non solo riconducibili al sostegno dell’Italia per le Olimpiadi di Roma 2024, non hanno consentito la cosa: transeat. Tuttavia, mi permetto di suggerire al Presidente Letta che una bella cravatta di uno sfavillante arcobaleno darebbe quell’opportuno tocco di eleganza per l’occasione. Hai visto mai!

Peccato avessi da fare

Altrimenti ci sarei andato. Se non altro per sentire dal vivo chi mai, in Italia, vuole mettere le mani addosso alla famiglia. A leggere alcune dichiarazioni dei partecipanti, sembra che i cospiratori siano non solo operativi sul suolo patrio (i gay, peraltro appartenenti ad una ramificata internazionale del sesso), ma addirittura all’estero, come quei pericolosi sovversivi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo: perché “attraverso alcune tecniche di fecondazione assistita (l’eterologa, la compravendita di ovociti e di seme, gli uteri in affitto) è possibile ottenere un figlio da un ‘bricolage’ procreativo che si basa sullo sfruttamento delle giovani donne povere”, mentre “noi del Pdl invece vogliamo difendere la famiglia formata da un uomo e da una donna, e assicurare ai bambini la certezza di avere un padre e una madre”. E visto che si dichiarano pronti a difendere “con le unghie e con i denti i principi fondamentali che possono ancora rendere coesa e vitale la nostra nazione”, voglio concedere agli organizzatori della manifestazione la buona fede, perché saremmo, altrimenti, di fronte al più becero dei populismi. Ma, mi chiedo, non era il partito dell’amore?

Oppure Giovanardi

Lo spazio che Sanremo ha riservato a Stefano e Federico, che si sposeranno a New York, ha riscosso apprezzamenti e anche un po’ di commozione. Almeno da parte mia. Oppure Giovanardi.

Hanno vinto i gay

Hanno vinto i gay e siamo a un passo dall’estinzione della specie umana: è l’unica spiegazione razionale di fonte alla schermata che appare digitando pontifex.roma.it, il sito ultracattolico (?) che ci ha regalato tante belle notizieHanno vinto loro, maledizione.

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Aggiornamento del 23 gennaio: il sito è di nuovo in linea. La razza umana è salva.

Volantini

Se la storia del professore di Venezia secondo cui i gay dovrebbero curarsi fosse solo una fola da Facebook, non le darei troppo peso. Certo, il volantino vergato a mano in cui scrive che riconoscendo l’omosessualità si sdogana la pedofilia è quantomeno inquietante.

Con tutto il rispetto per il Papa, eh

E’ passata sui media senza sostanziali grossi sconvolgimenti presso l’opinione pubblica la parte del Messaggio del Papa per la XLVI Giornata Mondiale della Pace secondo cui i tentativi di renderle il matrimonio “giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione”  costituiscono “un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”. E allora ribadisco – con tutto il rispetto per il Papa – che questa è una posizione che ferisce profondamente milioni di donne e di uomini che non desiderano altro che vivere appieno la loro vita. In pace.

Foto da @piovonorane

Il gioco delle coppie. Omo

Mentre mi trovavo l’altra sera a cena da uno dei miei più vecchi e cari amici assieme al suo compagno e gustavo un’abbondante calamarata, pensavo alla questione dei diritti civili delle coppie omosessuali (e dei singoli, naturalmente) in questo Paese. E pensavo, tra una forchettata e l’altra, come inevitabilmente la discussione del vero tabù, su cui probabilmente si giocherà parte della partita elettorale nel 2013, sia impostata quasi sempre in termini puramente ideologici (religiosi, prevalentemente). Diverte, in fondo, vedere come in tanti ci si nasconda dietro un dito per non volere ammettere la possibilità che due persone dello stesso sesso si sposino: se è tutto un dichiarare che “nella vita privata ognuno fa come gli pare”, il matrimonio gay rappresenta ancora le Colonne d’Ercole della civiltà.

Ecco, solo per entrare nel blob politico di riferimento entro il quale si discutono i temi relativi all’omossessualità, un breve sunto delle posizioni espresse a destra e manca dell’arco costituzionale. Il Sindaco di Roma non ha esitazioni nel proclamare che “dobbiamo dire no a queste cose che sono contro la vita e contro la natura di Roma” (addirittura contro la Capitale!), mentre un moderato Calderoli si limitava ad osservare  che “Pacs e porcherie varie hanno come base l’arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni sono fuori luogo e nauseanti”. Per un Casini (Carlo) che dichiara che il problema è la “generazione”, dato che le coppie omosessuali non possono avere figli naturali (il timore è addirittura l’estinzione della specie umana), c’è una Rosy Bindi che si appella niente di meno che alla Costituzione (“in questo Paese c’è la Costituzione. Il matrimonio è un istituto che è stato pensato storicamente per gli eterosessuali. Potreste avere più fantasia per inventarne uno vostro”). Per un Buttiglione che giudica ”moralmente sbagliato, come non pagare le tasse” essere gay, c’è una Maria Pia Garavaglia che pensa che i veri problemi del Paese siano altri. Per una Mussolini che orgogliosa dichiarava che è meglio essere fascista che frocio, si staglia, su tutti, ancora una volta Silvio Berlusconi che sentenziava soddisfatto: “Qualche volta mi capita di guardare in faccia una bella ragazza, ma è meglio essere appassionato di belle ragazze che gay”. E se chi, nel governo tecnico, evidenzia il suo no ai matrimoni tra omosessuali, ma pone attenzione ai diritti delle persone (ma sposarsi non è un diritto?), c’è un Casini, quello “vero”, che vede il matrimonio tra persone dello stesso sesso come “un’idea profondamente incivile, una violenza della natura sulla natura”. L’oscar, tuttavia, va ai 173 parlamentari del Popolo della Libertà (quanta involontaria ironia!) che hanno dichiarato in un documento che non si può ”svuotare l’istituzione del matrimonio, attribuendo a unioni affettive, anche omosessuali, un riconoscimento giuridico analogo a quello matrimoniale”, perché vogliono “una società ispirata a valori ben fondati nella nostra tradizione culturale e nella Carta Costituzionale” e per questo si oppongono “a qualsiasi tentativo di decostruzione (sic) della famiglia basata sul matrimonio, che resta il cuore della eccezione italiana”. Alla faccia dell’amore che vince sempre sull’odio.

Insomma, una paura assolutamente trasversale, atavica, feroce nella sua brutale semplicità, senza volere (o potere) neppure immaginare che due persone possano condividere affetti, speranze e progetti di vita e che vogliano che la comunità riconosca loro, chiaramente ed univocamente, la stessa dignità concessa ad altre coppie, solo anatomicamente differenti, anche attraverso la forma tangibile, espressa del matrimonio. No. No a prescindere, senza appelli. In questo paradossale gioco delle coppie (omo), la reale, inconfessabile angoscia la svela chiaramente il rottamatore Matteo Renzi: “Il vero problema sono le adozioni”. In una visione che potrei definire vittoriana, gli omosessuali non hanno prole, quindi hanno meno doveri e, per conseguenza, meno diritti delle coppie etero. Il timore profondo che alberga nei cuori delle donne e degli uomini timorati è che se una coppia omosessuale adotta un bambino o una bambina, per emulazione o per vero è proprio contagio da infezione diretta quel bambino o quella bambina diventerà certamente gay. Ma qualcuno degli strenui difensori della famiglia uomo/donna si è mai fermato a riflettere da dove vengano fuori i figli i le figlie gay? Da quelle famiglie naturali o da sotto un cavolo? E se magari da una coppia gay uscisse fuori un figlio etero? In attesa di risposte, la calamarata era ottima.

Please forgive me

Se in U.S.A spari una bestialità, i media e l’opinione pubblica ti linciano finché non ritratti, sincero o meno. Questo è accaduto all’ultra conservatore Todd Akin, deputato repubblicano del Missouri in gara per il Senato, parlando di stupro vero (legitimate rape) e di strani meccanismi che permetterebbero alla donna di “chiudere tutto”, evitando di essere veramente violentata se lo vuole. Ecco, come mai in Italia si apre beatamente bocca in televisione e sui giornali  dicendo le cose più atroci (sui gay, per dirne una) senza che poi nulla di fatto accada? Sarebbe da chiederselo, no?

Siamo nati per procreare

Parla La Russa 2 e fa l’ennesimo sproloquio sulla malattia gay. Dopo i tanti exploit degli ultimi anni da parte di politici vari, merita un ex aequo con il finora inarrivabile Mimmuzzo. E poi uno pensa: ma farsi i fatti propri e astenersi dall’elargire pillole di saggezza da bar, no? Perché magari – e dico magari – a forza di sparare addosso a chi non è esattamente come te qualcuno potrebbe pensare che questi/e “diversi/e” stonano con l’ambiente e vanno dunque, seppur cortesemente, accompagnati alla porta. E magari – sempre magari – ci pensino uno zinzinino anche i giornalisti (e i giornali) che danno grande spazio ai retti Soloni de noantri.