Archivi tag: Disabilità

L’eguaglianza delle persone con disabilità passa anche per Spinoza

twitter-spinoza-bosso

Ha detto bene Gian Antonio Stella sul Corsera, scrivendo che Ezio Bosso, compositore italiano con disabilità, ha regalato dal palco di Sanremo giovedì sera “una serenità contagiosa qua e là anche allegra, con cui si è offerto a milioni e milioni di italiani in tutta la sua dignitosa fragilità corporale”. L’elemento distintivo della emozionante performance di Bosso è che ha mostrato, nella sua bravura e nella sua semplicità, che una persona con disabilità è prima di tutto una persona, un cittadino come gli altri, e che le eventuali diversità di cui è portatore non possono e non devono essere causa di discriminazione e, men che mai, di pietismo. Si parla di diritti: come ci dice la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, la disabilità è tale in quanto influenzata da barriere di diversa natura che possono ostacolare la piena ed effettiva partecipazione nella società da parte delle persone con disabilità su base di uguaglianza con gli altri. E le barriere, fisiche o sociali, fatte di mattoni o pregiudizio, possono essere abbattute. Faticosamente, magari, pezzo per pezzo, ma è possibile. Sappiamo che la storia della disabilità è costellata di pesanti discriminazioni, di ostracismo, di vergogna persino: il bel libro di Matteo Schianchi su “La storia della disabilità: dal castigo degli dèi alla crisi del welfare” è esemplare nel ricordare quanta strada è stata fatta e quanta ancora se ne debba fare per il pieno riconoscimento della cittadinanza alle persone con disabilità e la loro inclusione a tutto tondo nelle diverse società. Ed è per questo che mi ha colpito un fatto piccolo piccolo, che lo stesso Stella cita nel suo articolo come esempio negativo, accomunandolo alla infelice – diciamo così – esternazione del vice presidente del Senato della Repubblica in occasione del recente “Family Day”. Il riferimento è ad un tweet dell’account satirico “Spinoza LIVE” (@LiveSpinoza) che, riferendosi a Bosso nel corso della sua esibizione, ha scritto come sia “davvero commovente vedere come anche una persona con grave disabilità possa avere una pettinatura da cogl****”. Bosso, prontamente e con grande spirito, ha risposto: “Perché cerco di pettinarmi da solo”. Battuta infelice? Offesa? Io credo di no. Anzi, non troppo paradossalmente, fare oggetto di satira un artista con disabilità che in quel momento aveva appassionato la platea e chi si trovava a casa, ha rappresentato un altro tassello dello sdoganamento della paura delle differenze ed un segnale di eguale dignità per le persone con disabilità. Sfottere una persona con disabilità, in quel contesto, ha avuto il significato di comunicare che Bosso era una persona come le altre, disabilità o meno, e che quindi poteva essere oggetto di presa in giro, chiamando direttamente in causa la sua diversità. Cosa che, sono convinto, abbia colto lo stesso Bosso che ha risposto in maniera fulminante ed arguta, con un’operazione di vera e propria distruzione di pregiudizi e di totale rimescolamento delle carte in tavola. Si è trattato, come spiega l’autore della battuta politicamente scorretta, di rovesciamento del luogo comune: posso prenderti in giro perché riconosco appieno e come inalienabile la tua dignità di essere umano. Senza inutile compassione o pelosi paternalismi. Spinoza approverebbe, scommetto.

Pubblicato su Linkiesta

 
Contrassegnato da tag , ,

L’epic fail dell’informazione sulla disabilità

Il rischio delle giornate internazionali che celebrano qualcosa è dietro l’angolo: a forza di celebrare, passano in cavalleria, a dispetto del timbro ONU. Mi pare, tuttavia, che il sostanziale disinteresse della grande stampa e della prima serata televisiva sulla giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre abbia marcato davvero un fallimento informativo su cui riflettere. Come ha acutamente osservato un bel pezzo del Redattore Sociale, testata di settore, non “il Quirinale e neppure Palazzo Chigi: nella Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità a far parlare di più sono Fabrizio Bracconeri e il leader della Lega. Un tweet di sfogo e un appello (interessato) in tv hanno più successo delle parole del premier”. Le condizioni per entrare un pelo di più nel dettaglio e spiegare al grande pubblico che quando parliamo di disabilità parliamo di diritti, garantiti non solo dalla nostra Costituzione (ad es, l’art. 3) ma anche da una Convenzione dell’ONU, c’erano davvero tutte: per la prima volta, a mia memoria, una mattinata a Palazzo Chigi con tre ministri e il Presidente del Consiglio, organizzata assieme alle federazioni delle persone con disabilità. E, aldilà di quello che poteva esser detto o non detto, approvato o criticato in quelle poche ore, un segnale importante. Eppure no: sui quotidiani il giorno dopo le solite paginate di incomprensibili grovigli della politica condite da un po’ di nera. Di fare un po’ di cultura sulla disabilità pare proprio non cali a nessuno. E senza ricordare quello che è accaduto un annetto fa durante la Conferenza Nazionale sulla disabilità a Bologna, mi ha colpito un piccolo episodio avvenuto durante la mattinata di lavori a Palazzo Chigi. Si aprono i lavori, introducono i ministri, poi voce alle testimonianze: il tutto neanche troppo paludato, con parola a chi la disabilità la vive e con qualche video. I ministri intanto si allontanano perché attesi da Napolitano al Quirinale: da lì a poco arriverà Renzi. Piccola ressa fuori dalla sala di circo mediatico vario con videocamere e riflettori. Giornalisti agitati: “Ma i Ministri?”, “E Renzi?”, “Ma chi c’è?”, “Ma non c’è nessuno!”, “Mica possiamo fotografare un tavolo!”. No, in quel momento non c’erano i ministri o Renzi: c’erano tante persone che si erano alzate la mattina presto, tanti in carrozzina, tanti con accompagnatore, tanti che accompagnavano i figli, per sentire e raccontare. E per loro ci vuole rispetto. Ecco, avrei dovuto dirglielo, probabilmente.

Contrassegnato da tag ,

L’Italia alla settima Conferenza ONU in materia di disabilità

Qualche giorno fa ho avuto il grande onore di leggere per l’Italia una dichiarazione in occasione della 7ma Conferenza ONU sulla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Grande emozione ma grande orgoglio nel rappresentare il mio Paese. Di seguito il testo della dichiarazione, che in corso di presentazione ha visto una piccola aggiunta nel sottolineare ulteriormente il ruolo decisivo della società civile nella elaborazione di ogni politica in materia di disabilità.

Mister Chairperson,

Italy aligns itself with the comprehensive statement made by the European Union and wishes to add a few remarks in a national capacity on the protection and promotion of the rights of persons with disabilities and the Italian situation, especially relating to the themes on the agenda of this relevant meeting.

There can be no inclusive society or international sustainable development without the empowerment of persons with disabilities. Promoting their full and active participation in the economic, social and cultural development of societies is not only a moral imperative: it is also a smart choice. The United Nations Convention on the rights of persons with disabilities is the cornerstone of all actions for and with disabled persons. I would like to share some insights from our national experience.

When Italy ratified the Convention in 2009, it established a National Observatory on the status of persons with disabilities. The Observatory, chaired by the Ministry of Labor and Social Policies, consists of members of national and regional public administrations, as well as representatives of the social parties and the national federations of persons with disabilities.
It was created also in fulfillment of the Convention’s function of providing monitoring, coordination between administrations, and sharing of policy priorities with representatives of persons with disabilities in a participatory perspective.

In terms of monitoring, the Observatory prepared the first Report on the implementation of the Convention, which was transmitted to the United Nations in November 2012. As for national implementation, Italy adopted in December 2013 its biennial action plan for the promotion of the rights and the integration of persons with disabilities, directly related to some of the main areas of the UNCRPD: education, accessibility, independent living, health, employment. It is consistent with the EU 2010-2020 European Strategy on disability and the 2006-2015 Council of Europe Action Plan on disability.

There was broad participation in the drafting of both documents, including first and foremost associations for the disabled, who were actively involved along the whole process. The Observatory’s working groups also played a key role, coordinated by representatives of the national federations of persons with disabilities. The Observatory assured the equal participation of members of the national, regional, and local public administrations, as well as representatives of labor unions, the social parties, and associations of disabled persons, in full compliance with the Convention: nothing about us without us.

The same approach characterized the work of Italian Development Cooperation (IDC).

In 2010, IDC issued its Guidelines on Disability and since 2011 it has been working together with civil society, local government institutions, decentralised cooperation, academia, research centres, for the drafting of the “Italian Development Disability Action Plan” .
The Action Plan was finally adopted in June 2013 and it was included among the actions to be implemented within the “Biennial Action Plan” adopted by the Italian National Observatory on the Status of Persons with disabilities.

The Action Plan lays its foundation on 5 pillars:
1. Policies and strategies. National disability policy planning and monitoring tools
2. Inclusive project planning & design
3. Accessible and usable environments, goods and services
4. Humanitarian aid and emergency situations including persons with disabilities
5. Making the most of the experiences and best practices developed by civil society and private sector actors in the area of disability

On May, 26th the IDC Action Plan was presented in Brussels with the aim of promoting information exchange and sharing experience among the EU in the field of inclusive development, also in the framework of the international debate on the post-2015 development Agenda, where Italy believes special attention should be given to disability and all rights and protection tools connected to it.

Mister Chairperson,

Italy is committed to working constantly to foster cooperation between the various social and economic stakeholders so that persons with disabilities shall enjoy the same rights as all citizens, on an equal basis and in application of the general principles of equal opportunities for all.
The goal is twofold: to ensure that development can benefit persons with disabilities, and to guarantee that persons with disability can contribute to the development of society.

Thank you, Mister Chairperson

Contrassegnato da tag ,

Basta la parola

Parte l’edizione numero 13 del Grande Fratello, il più famoso dei cosiddetti reality show che tanto piacciono al pubblico. Una delle novità di quest’anno è la presenza di una concorrente alla quale, a seguito di un incidente, è stato amputato un braccio. “Una concorrente con handicap”, riporta La Stampa; “sarebbe la prima volta che viene mostrato, con la compiacenza delle telecamere, questo tipo di handicap”, scrivono Il Giorno e l’Huffington Post Italia. Ecco, a leggere questi primi lanci a poche ore dall’inizio della trasmissione, potrei pedantemente rilevare che il termine “handicap”, come “diversamente abile”, è ormai da archiviare. Che esiste una Convenzione ONU di cui l’Italia è firmataria che si occupa dei diritti delle “persone con disabilità”: persona prima, e poi con una disabilità. O che negli ultimi tre anni l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità ha elaborato il primo rapporto all’ONU sulla attuazione della Convenzione in Italia e il primo programma d’azione in materia di disabilità approvato dal Governo. E che questi passi importanti sono stati costruiti mettendo a lavorare assieme, sin dall’inizio, le istituzioni e le associazioni rappresentative delle persone con disabilità. E invece no. Dico che questa può essere l’occasione (la seconda, dopo la presenza di un concorrente cieco qualche anno fa) di fare un po’ di cultura dell’inclusione attraverso un programma che più popolare non si può, cominciando, magari, a utilizzare i termini giusti e ricordando che una disabilità si misura in relazione all’ambiente che abbiamo intorno. E partendo da quello che la stessa concorrente ha detto: “Prendetemi e vi dimostrerò che un’invalidità non è invalidante”. Magari non basta la parola, ma è sicuramente un buon inizio.

Contrassegnato da tag , , ,

Ricominciamo

Non c’è nulla da fare, il vizietto tanti romani proprio non se lo tolgono. Strisce pedonali, divieti di sosta e, soprattutto, scivoli per persone con disabilità esercitano un’attrazione decisamente irresistibile: un anno dopo, davanti alla sede del quartiere Prati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il 2014 comincia così. Io i vigili urbani li chiamo (e loro, seppure gravati da mille cose, passano con una certa regolarità) e le segnalazioni al Municipio le faccio. Ma se questa è la società civile, ricominciamo proprio male.

Contrassegnato da tag , ,

Anima candida, anime belle

La vicenda del cartello affisso dalla Suora di un asilo di Casamicciola ha fatto il giro dei social network, suscitando reazioni indignate da una parte, alzate di spalle dall’altra. Su questa storia ha scritto parole di buon senso Franco Bomprezzi: “C’è dunque un lavoro imponente di costruzione culturale da fare, e forse a suor Edda bisognerebbe dare un premio, una carezza, un abbraccio fraterno: nella sua impareggiabile cialtroneria lessicale ha scritto un’amara verità. Non prendiamocela con lei. Guardiamo dentro di noi”.

Eh già, perchè non ha senso prendersela per una gaffe in buona fede, scivolosa quanto si vuole, magari agitando forconi contro le istituzioni della Chiesa e lavarsi le coscienze. Occorre capire perchè nel senso comune serpeggi, ancora oggi, la paura di chi è diverso. Ricordo bene nella mia infanzia la presenza nella mia scuola media di ragazzi sordi (sordomuti, si diceva all’epoca), più grandi di me, molto “fisici” nel loro approccio, e che non riuscivo a capire. Mi intimorivano. Nessuno, semplicemente, me li aveva presentati o mi aveva spiegato chi fossero. E ricordo bene le colonie al mare con ragazzi e ragazze con disabilità, che venivano portati a fare il bagno e che, sotto l’ombrellone e sugli asciugamani assumenvano posture per me strane e “parlavano male”. Chi erano costoro? Erano, tutti, degli invisibili. E quando diventavano, per un momento, visibili, suscitavano reazioni imprevedibili. Ecco perchè, nel 2013, accanto ad un lavoro di costruzione di un ordinamento giuridico su misura per tutti, coll’imprescindibile riferimento della Convenzione ONU del 2006, occorre proseguire senza sosta nella costruzione di una impalcatura culturale della conoscenza. Contro la paura. Per tutte le anime belle e anche per quell’anima candida di Suor Edda. 

Contrassegnato da tag , ,
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: