P.A., trasparenza, cittadinanza

Anche le organizzazioni di cittadinanza attiva entrano nel dibattito a seguito delle misure in tema di pubblica amministrazione promosse dal Ministro per l’Innovazione e la Pubblica Amministrazione.

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In un richiamo su Labsus, infatti, si ricorda come il disegno di legge sulla trasparenza e la valutazione della pubblica amministrazione, cui ha contibutito il senatore del PD Pietro Ichino, sia “una legge importante perché introduce un articolato sistema di valutazione delle strutture e dei dipendenti delle amministrazioni, al fine di assicurare elevati standard qualitativi dei servizi pubblici. E soprattutto riconosce esplicitamente il ruolo attivo dei cittadini nell’attività di valutazione.”

Non mancano le diverse valutazioni pro e contro la ratio e le disposizioni del provvedimento, come, in generale, sul cosiddetto Piano Industriale della P.A. Meriterà, tuttavia, particolare attenzione ed approfondimento la volontà del legislatore di introdurre fome di civic auditing che valorizzino il criterio generale della trasparenza e della valutazione. Ci dirà l’applicazione pratica se e come tali previsioni si invereranno nelle amministrazioni.

Il G7 per un nuovo standard internazionale

Lo scorso 13 e 14 febbraio si sono riuniti a Roma i responsabili dell’economia del G7 insieme alla Russia, con la partecipazione dei Governatori delle Banche Centrali.

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Tra i temi discussi, come riporta il sito ufficiale della Presidenza Italiana, “la crisi finanziaria ed economica e le azioni necessarie alla stabilizzazione dell’economia globale. L’elaborazione di regole comuni e il contrasto di istanze protezionistiche – che tendono a intensificarsi in condizioni economiche difficili – sono le linee guida del programma di lavoro della Presidenza italiana”.

Significativa la proposta italiana di creare un legal standard, un sistema minimo di regole sulla proprietà delle attività internazionali e sulla trasparenza, che la comunità internazionale nel suo insieme dovrebbe impegnarsi ad adottare. Una sorta di norma non legislativa sulla finanza internazionale su cui, come riportato nelle dichiarazioni finali, si ridiscuterà tra quattro mesi, quando sarà consegnato un primo rapporto.

Parere positivo da parte di Angel Gurrìa, Segretario Generale dell’OCSE, che ha dichiarato come “Over the past 15 years, together with its member countries and many other players in the global economy, the OECD has developed a dense, far-reaching and comprehensive set of policy rules. Whether legally binding, in the form of ‘soft law’ or as recommendations, they provide best practices for policy makers.” Sul sito dell’OCSE il discorso completo.

Operazione “pesce sostenibile”

In un recente e curioso articolo si dà notizia di come distribuzione, ristoranti e istituti pubblici lavorino assieme, contribuendo alla lotta alla dilapidazione delle risorse ittiche degli oceani.

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Il tono è relativamente scherzoso, ma è partita una sorta di organizzazione di controllo attraverso la rete, con la possibilità, ad esempio, di verificare se si tratta di una specie di pesce locale o invece di una a rischio (locale o non). Alcuni istituti, come il Monterey Bay Aquarium, una delle principali stazioni oceanografiche californiane, hanno addirittura stabilito un partenariato con un centinaio di ristoranti che  si impegnano a servire solo pesce oceano-compatibile, garantendone in cambio l’affidabilità con un proprio marchio di garanzia. Inizia a crescere anche il numero dei sushi bar che hanno deciso di servire esclusivamente pesce sostenibile, contagiando altri paesi, come Canada, regno Unito e Giappone.

Insomma, alcuni piccoli esempi che, tuttavia, possono avere un positivo effetto moltiplicatore nel largo consumo e nella creazione e sostegno del consumo critico.

M’illumino di meno in ufficio

L’Associazione “Dirigenti per l’Innovazione-AllieviSSPA“, di cui sono vice-presidente e che si rivolge ai dirigenti dello Stato che provengono dai corsi-concorso della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha aderito alla campagna nazionale di risparmio energetico “M’illumino di meno“, patrocinata dal Parlamento europeo.

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Lanciata per il quinto anno dalla trasmissione “Caterpillar” di  Radio2 RAI, l’inizativa ha ad oggetto la sensibilizzazione sul tema dell’energia e l’invito rivolto a tutti è quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18. 

Già aderente dallo scorso anno al Global Compact, iniziativa delle Nazioni Unite in materia di responsabilità sociale, AllieviSSPA ha invitato i propri associati, nonché tutti gli allievi ed ex allievi dei corsi concorso di formazione dirigenziale della SSPA, a volere simbolicamentele spegnere le luci dei propri uffici alle 18 del 13 febbraio 2009, magari lasciando accese le sole lampade da tavolo per lavorare:  un piccolo contributo ad una campagna importante.

2011 Anno Europeo del Volontariato

Marian Harkin, parlamentare europea di nazionalità irlandese e membro del gruppo dell’alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa (ALDE),  ha annunciato che la Commissione europea ha deliberato di avviare le procedure per proclamare il 2011 Anno Europeo del Volontariato.

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L’annuncio e’ stato dato lo scorso 9 febbraio nel corso della conferenza di presentazione del progetto di CSVnet “Volontari, cittadini europei”, il cui obiettivo e’ quello di produrre, attraverso la partecipazione dei volontari e delle organizzazioni locali, il “Manifesto del Volontariato italiano per l’Europa” da proporre alla prossima legislatura del Parlamento Europeo.

Scopo del processo avviato dalla approvazione della Relazione del Parlamento del 2008 sul contributo del volontariato alla coesione economica e sociale è quello di chiedere agli Stati membri e alle autorità locali di incoraggiare e facilitare il volontariato, di mettere a disposizione sufficienti fondi” per il suo ulteriore sviluppo e di coinvolgere ulteriormente il settore privato nel ruolo proprio della responsabilità sociale dell’impresa.

Uno standard per la finanza globale

Mi era sfuggito un articolo recentemente apparso sul Financial Times e che ho recuperato in rete: a proposito della crisi economica e finanziaria in corso,  il Ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti lancia l’idea di un legal standard globale per la finanza globale (tema ripreso in un altro articolo il giorno seguente).

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Lo standard, che Tremonti vorrebbe lanciare al prossimo G8 dei Ministri delle finanze del 13 febbraio, dovrebbe contenere un insieme di norme sulla trasparenza dei mercati che la comunità internazionale dovrà rispettare.

La base di partenza, ricorda il FT, potrebbe essere l’insieme di strumenti simili già in essere in ambito OCSE, come le Linee Guida per le Imprese Multinazionali in materia di responsabilità sociale.

Strade o zone di guerra?

La domanda è legittima, almeno a leggere il Rapporto  presentato dall’ASAPS, Amici della Polizia Stradale, secondo cui ogni tre giorni un cittadino italiano viene ucciso dai cosiddetti pirati della strada.

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“Dopo ogni incidente grave – riporta il sito dell’Associazione Italiana Familiari e vittime della strada ONLUS –  inizia un doloroso ed estenuante iter legale che dovrebbe portare alla individuazione delle responsabilità, alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati, e ad assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo. Anche in questo campo l’Italia si distingue negativamente dal resto d’Europa, con una giustizia lenta ed approssimativa, che calpesta continuamente la dignità dell’uomo e quei valori che la nostra costituzione dovrebbe tutelare.”

Il problema, mi sembra, è lontano dal godere di soluzioni adeguate. Se l’attività di prevenzione appare robusta (qui l’audizione del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali sul tema), troppe domande rimangono senza risposta. Sono sufficienti le regole in vigore per il conseguimento delle patenti di guida? Potrebbero rendersi più stringenti i controlli periodici sui guidatori? Perchè l’effetto punti sembra avere perso efficiacia? Il mondo dell’automobile e quello della pubblicità che ruolo possono (devono) avere? E, soprattutto, il fatto che i pirati, magari sotto effetto di alcol e stupefacenti, ben difficilmente restino in carcere e rarmente scontino detenzioni esemplari, non dovrebbe portare ad una riflessione seria sulla certezza della pena?

I numeri della Banca Etica

Con la crisi è arrivata la voglia di una finanza più etica. Con i portafogli che ancora soffrono per le ferite provocate dai titoli tossici, aumenta il numero di utenti che va alla ricerca di prodotti chiari e comprensibili. Per chi non insegue utili stratosferici, ma reputa importante sapere come viene impiegato il proprio denaro, l’offerta di Banca popolare etica può essere una valida opportunità.

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In un articolo nell’edizione odierna del Corriere Economia qualche notizia sul funzionamento dell’Istituto che ha impostato la propria operatività su principi etici.

Responsabilità sociale a Davos 2009

Anche a Davos, in occasione del World Economic Forum, si parla di responsabilità sociale.

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In un articolo di Kofi Annan, ex Segretario Generale dell’ONU e promotore nel 2000 del Global Compact, l’iniziatva delle Nazioni Unite in materia di responsabilità sociale, si lancia un monito a che gli imprenditori mondiali facciano di tutto per riconquistare la fiducia persa o, quantomeno, minata a seguito della crisi economica e finanziaria.

Il tema era già stato affrontato in sede di Forum e la difficile situazione dei mercati e del settore bancario e finanziario non può non mettere all’ordine del giorno le questioni relative all’etica degli affari e la trasparenza verso i cittadini ed i consumatori. Qui altre informazioni.

La sostanza di un rito civile

Oggi Barack Hussein Obama ha giurato quale 44° Presidente degli Stati Uniti d’America e milioni di persone in tutto il mondo hanno seguito l’evento in diretta.

 

Nessuna considerazione di merito in questa sede ma, ci si chiede, perchè una cerimonia civile come quella cui abbiamo assisitito oggi è praticamente impensabile in Italia? Difficile immaginare una analoga invocazione di un religioso in una occasione simile? Certamente. La inevitabile dose di retorica che ha accompagnato il cosiddetto inaguguration day ci fa un pò sorridere? Direi di sì. Eppure, sentire le parole di un uomo che pochi, fino a non troppi anni fa pensavano impossibile vedere alla Presidenza (qui una su biografia ufficiale), vedere le centinaia di migliaia di persone che affollano una capitale nella morsa del gelo e ammirare le tante bandiere un pò di invidia non può non suscitarla.

Un altro mondo? Sì, sicuramente. Epperò, mi domando, un pò di ritualità, che alimenti anche una scintilla di sana comunanza, farebbe così male a casa nostra? E, tanto per fare un esempio banale e rimestare nelle cose italiche, perchè il pubblico impiegato che viene assunto nello Stato non giura più? A volte, si farebbe bene a ricordarlo, la forma è anche sostanza.