Fenomenologia di Franco Sala, ovvero lo strano caso del Dr. Franco e di Mr. Sala

Ma chi diavolo è Franco Sala? A quanti di voi, in anni di frequentazione social, sarà capitato di farsi ripetutamente questa domanda? In questo agosto assolato e movimentato, Franco Sala rappresenta uno dei misteri di Twitter: anzi, è più appropriato riconoscere che Franco Sala è il mistero di Twitter. Vediamo i fatti. Presente e cinguettante dal dicembre del 2011, si presenta sul suo profilo @franco_sala come un utente qualunque, dichiarando di seguire le dinamiche della politica e apprezzare l’Arma dei Carabinieri (ormai un vero e proprio tormentone). Con lo sguardo di Indro Montanelli come sfondo della sua pagina, si qualifica come giornalista a Milano e conta, ad oggi, quasi 70mila follower. Fin qui nulla di strano, tutto sommato: potrebbe dirsi un medio influencer. Tuttavia, chiunque si sia imbattuto nel Nostro, non ha potuto fare a meno di notare alcune, singolari stranezze, tra il divertente e il grottesco. Il leitmotiv dell’attività di Franco è uno ed uno soltanto: chiedere di essere seguito. Scorrendo il profilo, è evidente la strategia seguita da Sala: retwittare in modo assolutamente casuale utenti (in massima parte belle e discinte signorine, giornalisti e politici) per poi piombare a falco sul suo obiettivo, richiedendo, ossessivamente, di essere seguito. La formula è standard, con poche variazioni: egli informa il/la malcapitata di turno che lo/la segue, complimentandosi per gli ottimi tweet e chiedendo di essere ricambiato, così come fanno molti/tutti gli altri colleghi (in particolare giornalisti e/o direttori di quotidiani e periodici) o parlamentari/ministri. Una richiesta gentile, condita di ringraziamenti e manifesta stima per l’accalappiato/a. Nel caso di belle signorine, di qualsivoglia nazionalità, la richiesta è, peraltro, infiorettata di roboanti complimenti (bellissima, bravissima, stupenda, incantevole, ammaliante, strepitosa e via di seguito) e solitamente chiusa con un ormai classico “sei una meravigliosa favola”: il tormentone nel tormentone. Franco, inoltre, non è uno che demorde: se nel giro di pochi minuti non arriva il follow, il mite Dr. Franco si tramuta, in quattro e quattr’otto, nel malvagio Mr. Sala. Torna alla carica chiedendo spiegazioni, mettendo le mani avanti nel caso avesse fatto qualcosa per irritare la presa (chiede sempre scusa, in questo caso) e ribadendo che anela ad essere seguito perché, dice, ci terrebbe moltissimo. Per i più riottosi arriva, subito dopo, il classico shampoo: irritato, toglie il follow perché, ammonisce, il/la prescelto/a non si deve credere un padreterno, dato che egli è seguito da ministri, giornalisti, personaggi dello spettacolo e, manco a dirlo, bellissime donne. Con una tecnica a mo’ di martello pneumatico, il Nostro ha così accumulato un piccolo tesoretto di seguaci, inclusi personaggi famosi e celebrità, mentre ne segue meno di 2000. Ma torniamo alla domanda inziale: chi è Franco Sala? Sostiene di essere un giornalista e, a domanda, risponde di lavorare per “Il Giornale” da 30 anni. A spulciare la rete, effettivamente, un Franco Sala che scrive per il quotidiano milanese pare esistere: iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, ha 64 anni ed è stato attivo sul quotidiano dal 22 maggio 2005 al 14 settembre 2013, occupandosi di cronaca locale. A domanda circa la sua lunga inattività giornalistica, ha sostenuto di occuparsi oggi prevalentemente di desk, mentre l’attuale Direttore de Il Giornale Augusto Minzolini, pur chiocciolato e sollecitato, non si è ancora pronunciato circa il soi-disant collega. Non è disponibile una foto in rete, mentre quella che troneggia sul profilo di Twitter appartiene a un modello che ha posato per D&G e Calzedonia, tale Noah Mills. Politicamente, infine, il Nostro appare ondivago, con un astio apparente (forse non lo avrà seguito, chissà) per l’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sussistono, insomma, fortissimi dubbi sulla veridicità della identità e professione dichiarate. Eppure, il “fenomeno Sala” non passa inosservato: Wired ne parla nel 2017 e il famoso debunker Davide Puente analizza nel 2018 il singolare andamento del numero dei suoi follower (che avevano quasi raggiunto il tetto dei 100.000) che, con tutta evidenza, sembrano comperati un tanto al chilo. Posta la inattendibilità circa la sua reale identità, perché mai qualcuno dovrebbe presidiare con certosina ossessività Twitter elemosinando follower con un ben circoscritto set di messaggi predisposti, sparati in copiancolla? Il Nostro, peraltro, non genera nessuna interazione, se non sporadiche risposte e, più spesso, solenni e spassosi perculi da parte degli utenti esasperati. Non produce, in altre parole, alcun contributo originale e, come noto, anche un numero congruo di follower in assenza di interazioni diventa poco produttivo e profittevole: le uniche esternazioni che non comportino richiesta di essere seguito sono, in realtà, plateali e letterali plagi di messaggi di altri utenti. Potrebbe allora trattarsi di un bot, cioè di un software in grado di svolgere i compiti più vari in maniera completamente autonoma, simulando azioni e reazioni di un utente umano? Sì e no. Se Sala affida, evidentemente (c’è da sperarlo, per la sua sanità mentale), a un programma la sua pesca social, si registrano qua e là reazioni tipicamente umane e che difficilmente (ma una smentita potrà arrivare da esperti del settore) possono essere replicate da un programma. Le scarne informazioni su questo eccentrico personaggio, chiunque o qualsiasi cosa egli/esso sia, non permettono, dunque, analisi accurate. Abbiamo a che fare con un mitomane? Un collezionista di celebrities? O è un ben confezionato trollaggio di massa? In attesa di clamorose rivelazioni, resta ancora in piedi l’inquietante interrogativo: persona singola o gruppo di persone, perché diavolo qualcuno dovrebbe darsi così tanto da fare? Quale il ritorno? Il vantaggio? Le possibili risposte, confesso, fan tremare le vene e i polsi.

Aggiornamento del 27 agosto: dopo la pubblicazione di questo post, sono stato contattato da diverse persone che dicono di essere entrati in contatto con Franco. In particolare, mi hanno scritto due giornalisti, dei quali ovviamente ometto i nomi (e che ringrazio), che mi hanno confermato che Franco Sala esiste. Entrambi affermano che il Nostro è di Desio, in Brianza, e che è effettivamente un giornalista. La cosa spassosa (rectius, inquietante) è che dal vivo pare denoti le medesime caratteristiche che lo hanno reso celebre su Twitter, avvicinando il/la prescelto/a e chiedendo: “Mi segui? Ma perché non mi segui?”. Non so voi, io comincio ad avere paura.

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