Gli anziani? Sono vivi e lottano insieme a noi

5da97715210000ad15ad329e.jpeg-1

In ‘La fuga di Logan, film culto di fantascienza del 1976, si narrava di una società post apocalittica in cui, all’età di 30 anni, un computer decretava la morte dei cittadini, cosi da preservare il delicato equilibrio dell’ecosistema circondato dalla devastazione nucleare. La provocatoria proposta di Beppe Grillo, mirante a togliere il voto agli anziani, non contempla certamente la soppressione della parte anziana della popolazione, ma è da respingere per una pluralità di motivi. L’idea si pone, intanto, contro il dettato dell’articolo 48 della Costituzione, che dispone che il voto è libero ed eguale, nonchè contro il principio costituzionale di eguaglianza e, aggiungo, lo spirito dell’insieme dei principi fondamentali contenuti nella prima parte della Carta. Vi sono, tuttavia, altre solide ragioni per contestare l’idea del comico e leader politico genovese. La prima attiene ad uno dei fondamenti alla base dello Stato contemporaneo, che prevede la stretta connessione fra dovere contributivo e rappresentanza politica: le persone anziane pagano le tasse e, conseguentemente, contribuendo al funzionamento di un Paese, hanno pieno diritto a che la loro voce trovi adeguato spazio nelle arene decisionali. La seconda, a mio modo di vedere, investe la necessità, per una società che voglia dirsi comunità, di non derogare alle indispensabili coordinate di solidarietà verso i propri membri, individualmente e secondo i gruppi in cui si articola. L’Italia, assieme al Giappone, è uno dei Paesi in cui maggiormente si è alzata l’aspettativa di vita e, a fronte di un tasso demografico ben al di sotto del grado di ricambio, vedrà nei prossimi decenni crescere sensibilmente la parte di popolazione sopra il 65 e i 75 anni. Sono evidenti gli impatti in termini di spesa previdenziale, sanitaria e sociale, anche per quel che riguarda i carichi di cura e la necessità che non gravino esclusivamente sulle famiglie e, soprattutto, sulle donne. Se questa è la prospettiva su cui concorda la riflessione scientifica a livello internazionale, è indispensabile che vadano adottate politiche di contrasto al fenomeno di lungo periodo, in primis legate all’invecchiamento attivo, per far sì che l’allungamento di vita sia caratterizzato da condizioni di salute soddisfacenti e da relazioni sociali solide. Sostenere, come fa Grillo, che l’eliminazione del voto non comporterebbe discriminazione, in ragione del fatto che tutti si diventa anziani, semplicemente non tiene conto del fatto che l’invecchiamento – o ageism – porta già con sé forme plurime di discriminazione, riconducibili all’esclusione sociale di cui gran parte della popolazione anziana soffre. Il diritto alla partecipazione sociale e politica nella vita delle nostre società è tra le fondamenta della lotta all’esclusione in comunità sempre più atomizzate e tagliate su misura per individui che sappiamo reggere i ritmi imposti da quella che una volta passava come la frenesia della vita moderna. Difficile, allora, trovar traccia della logica che aggiungerebbe un ulteriore motivo di discriminazione ad una fetta del Paese in vertiginosa crescita. L’obiezione che le persone anziane siano meno disposte verso il futuro e che, quindi, la loro – scarsa – propensione politica viri verso la conservazione e blocchi le potenzialità di sviluppo del Paese è suggestiva ma, a ben riflettere, priva di fondamento. Non solo perché figlia di un pregiudizio ma perché, al contrario, presupporrebbe che i quaranta-cinquantenni siano fucine inarrestabili di progresso e di futuro. La complessiva perdita di senso delle società contemporanee, al contrario, soffre del drammatico calo di interesse per il bene comune da parte di una sezione assolutamente trasversale ed intergenerazionale, come testimoniano fenomeni diversi come la crisi ambientale o l’alto tasso di evasione fiscale. Le dinamiche interne della società Italiana e di quelle che, per comodità, possiamo definire occidentali, sono cambiate in profondità in pochi decenni ed è indubbio che si siano moltiplicate le sfide economiche, politiche e sociali. Non servono, tuttavia, scorciatoie che impoveriscano la fibra profonda di una comunità ma un pensiero lungo che sappia proporre soluzioni sostenibili. Non è semplice ma le alternative possono condurre a conseguenze perniciose e, in ultima analisi, antidemocratiche.


One Reply to “Gli anziani? Sono vivi e lottano insieme a noi”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...