La libertà di sfottere

Non sono un esperto di dinamiche internazionali, né troppo ferrato in questioni religiose. Non mi aggrego, quindi, a coloro che si lanciano in speculazioni che volino alto su quanto accaduto ieri a Parigi. Il punto su cui tanti oggi, come in recenti occasioni, stanno facendo i conti è cosa fare. Anzi, come brutalmente ha sparato in prima pagina un quotidiano italiano, questo è l’Islam? In tv e sui giornali avremo modo di ascoltare i sì e i no, fino alla nausea. Io, da europeo, mi rifiuto di accettarlo. Mi rifiuto di accettare che le gesta di pochi – sempre troppi – criminali fanatici portino ad una dichiarazione di guerra contro un miliardo di persone. Mi rendo conto che i rispettivi pilastri del vivere quotidiano sono profondamente in conflitto, a partire dal ruolo della donna e del suo diritto di godere pienamente degli stessi diritti degli uomini. E mi rendo conto che se per noi europei o occidentali la religione è – prevalentemente – fatto privato, per un musulmano essa ha dimensione – anche e prevalentemente – globale. Eppure la forza della democrazia occidentale è sempre stata quella di mantenere forti i suoi principi anche nei momenti di crisi. L’Europa, con tutte le sue profonde contraddizioni, è riuscita a superare due conflitti mondiali inventando le istituzioni comunitarie, pure oggi in discussione. La forza della democrazia è quella di consentire a chiunque di esprimere a voce alta e con tutti i mezzi le proprie convinzioni, di qualsiasi natura, anche e soprattutto quelle che ci ripugnano, e di proteggere la libertà di pensiero, di espressione, di stampa. Anzi: la libertà di sfottere tutto e tutti. Ecco perché l’assassinio di coloro che facevano della satira la loro bandiera suscita il nostro sdegno civile profondo. Ed è questo il motivo per il quale non possiamo e non dobbiamo farci trascinare nel corto circuito del muro contro muro. Ma quale chiave occorre usare? Il modello francese della laicità repubblicana, che a me piace moltissimo, mostra evidentemente molte crepe. Certamente, se dobbiamo garantire in ogni modo la libertà religiosa e politica di tutti coloro che si trovano sul nostro territorio nazionale, dobbiamo essere consci che i principi di difesa della libertà sono interpretati da qualcuno come segnali di debolezza o, peggio, sono oggetto di odio e disprezzo. Questo, aldilà di ogni ipocrisia, dobbiamo dirlo. Occorre quindi che gli Stati impongano all’interno dei propri confini il più rigido rispetto di diritti e doveri democratici e costituzionali. Senza eccezione alcuna. Facciamo le moschee a casa nostra? Facciamone anche mille. Ma senza nessuna tolleranza per chi in qualsiasi modo, con qualsiasi scusa, sotto qualsiasi forma pretenda di sovvertire l’ordine democratico. Altro, onestamente, non so.

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