Le sentinelle della morale

E abbiamo anche le sentinelle, anzi le #sentinelleinpiedi, per essere alla moda. Ma chi sono? Dal loro sito si legge che “Sentinelle in Piedi è una resistenza di cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà”. Nientedimeno! Quindi, ad occhio, questi cittadini si adoperano per difendere l’ecosistema dall’inquinamento, il pianeta dalla sovrappopolazione, gli onesti dalle mafie, donne e bambini dalla violenza, giusto? Sbagliato: invece “ritti, silenti e fermi – dichiarano – vegliamo per la libertà d’espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna”. Ok, ora è più chiaro. Ma perché, mi chiedo? Chi è che vuole distruggere la famiglia naturale uomo/donna? Continuando a leggere, si scopre che il marrano ha un nome: è Ivan Scalfarotto, sottosegretario del Governo Renzi, gay dichiarato, affermato professionista e promotore del disegno di legge in materia di contrasto all’omofobia e alla transfobia. “Con questa legge – sostengono le sentinelle – chiunque faccia rifermento ad un modello di famiglia fondato sull’unione tra un uomo ed una donna, o sia contrario all’adozione di bambini da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso, potrebbe essere denunciato e rischiare fino a un anno e sei mesi di carcere”.

Facciamoci qualche domanda da cacadubbi, adesso. La prima: ma chi sono davvero le sentinelle? Chi organizza, chi paga per il sito, chi promuove queste iniziative, chi è che ha avuto l’idea di replicare l’azione di veglia lanciata in Francia? Non è dato saperlo: a scartabellare il sito internet, almeno, non esiste nessun riferimento a chicchessia. Movimento acefalo e spontaneo dal basso, sembrerebbe. Difficile da credere. Attenzione, però: anche così mi sta bene. Come diceva quel tale, sono disposto a difendere fino all’ultimo il tuo diritto di dire quel che pensi, pure fosse un’idea lontana anni luce da me. Andiamo allora alla seconda domanda: ma questo ddl è davvero così liberticida? Davvero, come sostengono, è minacciata la libertà di sostenere a viso aperto che la coppia per antonomasia è quella fra uomo e donna e che non si vuole l’adozione di coppie dello stesso sesso? Prima di andare a vedere le norme (l’avranno fatto le sentinelle?), una cosa va chiarita: ma chi l’ha detto che una coppia gay di per sé minacci la coppia etero? Chi l’ha detto che volersi sposare fra gay o lesbiche o essere una trans pre-op o post-op sia un contributo alla distruzione dell’uomo (sic!) e della società? E chi l’ha detto che il desiderio di adottare da parte di una coppia gay sia di per sé un male? Diamo acquisite per relationem tutte le cautele a tutela del benessere del minore, ovviamente, ma basta andarsi a leggere i casi di cronaca di violenza contro donne e minori nelle famiglie “naturali” per capire che le persone sono sé stesse indipendentemente dall’orientamento sessuale. E poi: se due uomini o due donne ottengono di potersi sposare (e la Corte suprema USA ha dato luce verde in questo senso proprio ora), questo influenzerà negativamente chi vuole sposarsi con l’innamorato o l’innamorata di sesso opposto? Mi dispiace deludere qualcuno, ma non si diventa gay per infezione, né la libertà di scelta sessuale di taluni ha diretti effetti sugli altri: tranquilli.

Questo è elementare buon senso che, tuttavia, sembra obnubilato nella visione di un mondo in bianco e nero anni ’50 da parte di qualcuno, che dovrebbe magari andare a rileggersi i saggi di Eva Cantarella sulla dimensione sessuale dei greci e dei romani che, a occhio, sono i nostri diretti ascendenti in termini di storia, cultura, poesia, arte, diritto e chi più ne ha ne metta. Ma torniamo al pericoloso criminale Scalfarotto: che diavolo ha macchinato costui? Ad andarsi a leggere il testo fiammeggiante del ddl, appare evidente un principio semplice semplice: si individuando e puniscono condotte che vanno ben al di là della semplice manifestazione di un’opinione. Si colpisce, in realtà, per la sfera dell’orientamento sessuale così come per quella razziale, l’istigazione a commettere una discriminazione o una violenza, e non mere opinioni, quand’anche esse esprimano un pregiudizio, sostanzialmente estendendo le previsioni della Legge Mancino sull’odio razziale alla dimensione dell’orientamento sessuale. Insomma, amiche sentinelle, voi potrete benissimo continuare a contestare l’opportunità che due uomini o due donne o una transessuale si sposino o possano adottare un bambino, tranquille. Ed anzi, sarò in prima fila a difendere il diritto ad avere e manifestare le vostre opinioni, condannando in ogni momento manifestazioni di intolleranza come quelle che si sono verificate in questi giorni. Tuttavia, è segno di civiltà punire chi incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale della vittima. Tutto qui. E, per carità, lasciamo stare il fake nazista dell’Illinois!

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4 thoughts on “Le sentinelle della morale

  1. Mah, ci sono diversi tipi di sentinelle: per esempio, il povero Alfano fu flagellato come razzista tempo fa per aver definito i lavoratori extracomunitari itineranti sulle spiagge ‘vu cumprà’.
    Il mondo è bello perchè è vario, e sinceramente se questi quattro cialtroni riescono a far saltare il gioco del Pensiero Unico, ben vengano.

  2. Luigi Conti ha detto:

    L’idea che le sentinelle veglino “sulla morale” è tutta sua ed è contraddetta da tutto quello che le sentinelle dicono e scrivono, che sempre opinione è, ma l’autocomprensione di un oggetto collettivo è fondamentale per parlarne, insegnano.
    Su come fosse il mondo in bianco e nero degli anni 50, forse avrei potuto chiedere (prima o dopo la veglia , intendo) a una sentinella che era tre file avanti a me l’ultima volta a Piazza San Silvestro, così a occhio era l’unico che abbia vista quell’epoca, Sa, qui l’età media è bassa e la grande maggioranza non può nemmeno unirsi a Fabio Fazio nella nostalgia degli anni 70.

    Chi l’ha detto che una coppia gay di per sé minacci la coppia etero?
    Chi l’ha detto che volersi sposare fra gay o lesbiche o essere una trans pre-op o post-op sia un contributo alla distruzione dell’uomo (sic!) e della società?
    E chi l’ha detto che il desiderio di adottare da parte di una coppia gay sia di per sé un male?

    Belle domande ma non so rispondere, dato che non ho mai sentito dire, da nessuno, nessuna di queste cose
    Il sito internet delle sentinelle (si rilassi, l’ha fatto un mio amico di Roma, e gratis!) dice che denunciamo “ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà”, e un po’ magniloquente, si, ma non dice certo che il matrimonio omosessuale (che apertamente avversiamo, finché potremo farlo senza rischiare la galera) sia di per sé foriero di quella distruzione, ne men che meno che le coppie omosessuali, che sono sempre esistite dall’alba dei tempi, siano “di per sé” minacce per chicchessia.

    Quello che diciamo è scritto chiaro, vegliamo perché siamo convinti che l’arma della Mancino (che è incostituzionalissima di suo, ma dato che non si usa mai è difficile e poco utile da portare per incidente processuale alla Consulta), se applicata ad una fantomatica e non definita omofobia, diventerebbe manganello legale che porterebbe agli arbitri più infami.

    Cosa è omofobia? Il pensiero contrario a quello delle onnipotenti lobby che decidono cosa si può dire e pensare su questo? (esistono, esistono, le ASSICURO che esistono!), ma se perfino stare immobili e silenziosi viene in questi giorni accusato, sbertucciato (e squadristicamente assalito) come omofobo, quale affermazione mai sarà al sicuro il giorno che ci fosse questa legge, e la Digos dovrebbe intervenire alle nostre manifestazioni non per difendere gli inermi dagli squadristi ma per incarcerarli tra i loro applausi?

    Omofobia è la discriminazione fattuale magari violenta contro le persone omosessuali? Ma quella non è per niente una ”fobia”, ed è cretino chiamarla in quel modo. I picchiatori (come quelli che non avendo servizi d’ordine non possiamo cacciare dalle nostre veglie nemmeno se si mettono al nostro fianco) non sono per nulla dei “fobici” da curare, sono delinquenti da mettere in galera, senza nobilitarli con fantasiosi termini parapsichiatrici.

    Solo che le leggi contro i delinquenti ci sono già, e le aggravanti (art. 62 c.p.) pure, a meno che non si debba far passare l’idea che i gay siano più uguali degli altri, per cui uno che dice (per dire) frocio di merda a un gay debba essere trattato in modo legalmente e simbolicamente diverso da chi dice “nano di merda” a uno troppo basso, “ciccione di merda” a un ragazzino di Napoli, o insulta e brutalizza i mancini, i curdi, i testimoni di Geova o i tifosi della squadra della squadra sbagliata.

    E stando così le cose ci dovremmo fidare di non vedere le nostre idee trasformate in delitti di opinione da qualche giudice più zelante o più ansioso di visibilità mediatica, con le mani lasciate del tutto libere da una legge folle e liberticida che punisce penalmente una cosa senza nemmeno definirla?
    Ma no, certo che non ci fidiamo! Siamo preoccupatissimi e scendiamo in piazza non “contro qualcuno” e men che meno “per togliere diritti a qualcuno”, ma per vegliare che nel silenzio complice dei media ci sfilino di mano i diritti di tutti.

  3. […] tuttavia, a differenza di quanto riportato su Avvenire, è a senso unico. Come ho avuto modo di sostenere nel caso del fenomeno delle “Sentinelle in piedi”, chiunque deve vedere garantito il diritto di […]

  4. […] ma deve essere consentito sempre e comunque che possano manifestare. Loro come tutti (ne parlavo qui). Arrivo in piazza per le 18.20, la pioggia sì è asciugata. Un centinaio di persone in file […]

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