Razzista io?

Non c’è niente da fare, il ritornello è sempre lo stesso. Dopo la non felicissima frase pronunciata da Carlo Tavecchio, candidato alla Presidenza della FIGC, arriva la parziale retromarcia: “Accetto tutte le critiche ma non l’accusa di razzista perché la mia vita testimonia l’esatto contrario”. Anzi, c’è da scandalizzarsi perchè “l’assassino di John Kennedy non ha subìto quello che ho subito in questi giorni” (testuale).  Facciatostismo all’italiana al quale siamo abituati. Anzi, assuefatti. Razzista io? Ma come vi permettete? Avete capito male, e anche se avessi detto certe cose, non avete capito il contesto.

Parole dette in libertà che scivolano via come il vento, nella certezza che tutto passa e tutto si dimentica. Ma dobbiamo davvero stupirci? Siamo il Paese in cui un parlamentare della Repubblica, noto alle cronache per imprudente esibizione di magliette, ha dato ad una Ministra dell’orango ed oggi siede tranquillamente al tavolo delle riforme istituzionali con le quali si intende cambiare il Paese. E qualcuno si scandalizza? Italiani brava gente, ma evidentemente con poca memoria, o con poca voglia di mettere i puntini sulle “i” del vivere civile. Basta ricordare quel che è accaduto negli USA, che portano sulle spalle il peso di secoli di schiavismo: la Nba ha sospeso a vita il proprietario dei Los Angeles Clippers, Donald Sterling, per le sue frasi razziste. La parole di Tavecchio hanno persino allertato la task force della Fifa contro il razzismo e la discriminazione e il suo presidente Jeffrey Webb: la Fifa ha ricordato alla Federcalcio italiana che la lotta contro il razzismo è di massima priorità. E noi che si fa? Qui si tollerano i cori razzisti e la presenza di frange fasciste e razziste fra le tifoserie e sugli spalti con poco più di un’alzata di spalle, mentre le famiglie abbandonano gli stadi. Tardive e frammentate le reazioni del calcio, tanto che il Nostro dice: “Fino a quando avrò il sostegno delle leghe andrò avanti con la candidatura alla presidenza Figc”. La politica condanna ma tende a starne fuori, come ha detto Renzi: “Quell’espressione sugli stranieri che mangiavano banane è inqualificabile. Parlando calcisticamente direi che è stata un clamoroso autogol. Detto questo se il governo volesse decidere anche sulle federazioni sportive sarebbe un errore, noi rispettiamo l’autonomia delle istituzioni sportive”. Non si può dire poi che i sostenitori di Tavecchio manchino di originalità: nel corso di una trasmissione, il senatore di FI Franco Carraro, ex ministro della Repubblica, ex sindaco di Roma, ex presidente FIGC e CONI, ha testualmente detto che: “Tavecchio non è razzista. Fra l’altro, va anche in Africa“. Ecco, credo che invece stavolta si presenti l’occasione per una reazione ferma di un Paese che vuole dirsi civile: basta con una certa politica specchio di un certo Paese che tifa un certo calcio. No, stavolta no. E l’idea della petizione che ha lanciato Khalid Chaouki su Change.org – che ho firmato – mi sembra una piccola grande idea per cambiare. Una volta per tutte, magari.

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2 thoughts on “Razzista io?

  1. Patrizia Parlani ha detto:

    basta con questo razzismo perchè è fuori luogo….. la domanda che mi pongo è un’altra: credo che gli islamici abbiano notevole difficoltà ad essere inseriti in un contesto politico che li obbliga a regole che vanno contro il corano, la loro religione. in questo caso mi riferisco al supporto che il pd da alle banche, da quello che ho letto non è proprio quello che sta facendo il pd e credo metta lei, quindi le persone per cui dovrebbe tutelare gli interessi gli islamici e anche gli italiani in notevole difficoltà….. come intende definire questo contrasto tra la religione e la politica del pd?………… http://it.wikipedia.org/wiki/Finanza_islamica…………………………………………………………….. inoltre i problemi sono altri e ben più gravi, noi del popolo sappiamo come convivere, forse qualche problema lo hanno i politici, i quali non avendo più idee per tirarci fuori dal caos nel quale ci hanno infilato, usano la manipolazione per tentare la distrazione dai veri problemi e dovreste chiedervi come mai il 41 per cento degli italiani non ha votato…..il modo di dire, di fare cambia in italia, da regione a regione cerchiamo di capirci altrimenti il rapporto politici cittadini si riduce ad alterchi da condominio …la politica e’ ben altra cosa e tutta l’umanità è una sola nella fratellanza dobbiamo solo capire i nostri usi e costumi diversi……. ma che i politici manipolino il tutto non mi sta bene…. forse perchè faccio parte di quel 41 per cento che non ha votato…..

  2. […] inquadrare la luna. Un’estate densa di figurette, questa del 2014: a partire dall’ormai celebre Tavecchio, incartato in quel mangiabanane che lo accompagnerà a vita, fino al Ministro dell’Interno che […]

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