Fiorello, il signor Mario e poi?

Torno malvolentieri sulla storia dell’incidente di Fiorello, che lo ha visto coinvolto alcuni mesi fa. Ci torno malvolentieri perchè a me Fiorello, che trovo artista completo, sta davvero molto simpatico. La mia riflessione, tuttavia, riguarda l’evento che lo ha visto protagonista e il ruolo che, volente o nolente, rivestono personaggi molto amati dal pubblico. Del fatto in sé si è ampiamente parlato: una imprudenza che è costata cara sia allo showman che al signor Mario, il pedone investito che Fiorello – va detto – si è subito premurato di contattare e andare a trovare. Il punto è che se di imprudenza si è trattato, di imprudenze del genere in Italia se ne commettono sin troppe: a causa di una vera e propria incultura della strada, accompagnata da una sostanziale assenza di vera pena per chi si macchia di quello che possiamo definire omicidio stradale, il clima generale è quello tipico del peggior malcostume italico: tutto passa. No, non è così. Non lo è per chi ha perso qualcuno sull’asfalto o per chi porterà per sempre su di sé il segno della disattenzione o della noncuranza di chi si trovava alla guida. Ricordo che, secondo i dati Istat, nel 2012 si sono registrati in Italia 186.726 incidenti stradali con 3.653 morti e 264.716 feriti: un bollettino di guerra. E arriviamo al secondo punto. Se sei uno dei più amati personaggi dal pubblico di tutte le età, mi aspetto che tu dica qualcosa, Fiorello. Chi riceve tanto, deve anche dare tanto: mi piacerebbe una parola su quello che è successo, delle scuse agli Italiani che tanto amano uno dei personaggi più bravi e accattivanti del mondo dello spettacolo. E sarei felice se Fiorello facesse tesoro di questa esperienza negativa e che magari si adoperasse per dare un suo contributo alla lotta contro un certo modo di affrontare la strada: penso a quanto potrebbe essere importante, ad esempio, parlare ai giovani e spiegare come una stupidaggine possiamo farla tutti e che, tuttavia, potrebbe essere l’ultima. Immagino non sia facile e credo che non sia una passeggiata dimenticare quello che è accaduto: ma se è un errore accanirsi contro chi ha fatto uno sbaglio, sarebbe davvero uno spreco non assumersi fino in fondo le proprie responsabilità di fronte al proprio pubblico e provare a tirar fuori qualcosa di buono da quel maledetto sbaglio.

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4 thoughts on “Fiorello, il signor Mario e poi?

  1. Laura ha detto:

    E’ vero, sacrosante parole!. Esiste a Roma il progetto: adotta 1 zebra, per sensibizzare i grandi e i piccini, con l’aiuto delle scuole, al rispetto delle strisce pedonali.spero tanto che la mentalita’ delle persone cambi, quando si guida un veicolo, per il bene di tutti i fruitori della strada.

  2. alfredo ha detto:

    Condivido tutto, soprattutto l’invito a mettere una minima parte della sua popolarità al servizio di un bene cosí importante e scarso come la sicurezza sulla strada. Solo per quanto riguarda il reato di omicidio stradale riservo qualche perlplessità. Sia sulla limitatezza del campo d’azione ( alcol e droga), sia sulle nefaste conseguenze su ambiti già molto sofferenti come tribunali e carceri. La tecnologia consente di fermare l’irresponsabile prima che diventi assassino. Usiamola!

  3. Alfredo Ferrante ha detto:

    Cari Laura e Alfredo, grazie per i commenti. Aggiungo solo che sembra incredibilmente sottovalutata l’ovvietà che quando ci si mette alla guida di una moto o di un’automobile abbiamo in mano un’arma. Sta a noi renderli dei semplici mezzi per spostarci. Grazie ancora!

  4. laura ha detto:

    Alfredo,
    quando mi è stato segnalato ieri il tuo tweet, ero così felice di incontrare un’altra persona che condivide con me le mie stesse riflessioni, così come fu per il tuo omonimo Alfredo, cara persona, che la nostra vicenda familiare mi ha fatto incontrare.
    Infatti, nel male capitatoci, per fortuna, noi abbiamo avuto anche un bene: la solidarietà di tante persone comuni, che ci sono ancora vicine, una volta che il clamore si è spento.
    Ti ringrazio per i tuoi pensieri fatti ad alta voce.Se le persone più in vista condividessero le nostre riflessioni, sarebbe un bene per tutti.
    Il progetto #adotta 1 zebra vuole proprio essere l’inizo di una nuova epoca, di un cambiamento culturale diffuso.
    Ma, se ci pensi bene, bisognerebbe anche incontrare persone disposte a fare pubblica ammenda del proprio comportamento. Ed è questo nella realtà non c’è mai stato.
    E nessuno si domanda il perchè…

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