Quel maledetto centesimo

Non la faccio lunga: tutti hanno letto o sentito della tremenda disavventura capitata ad un pensionato che si è visto recapitare la richiesta da parte dell’INPS di restituire la stratosferica somma di un centesimo di euro. Apriti cielo! Stampa, televisioni e censori a inveire contro i soliti burocrati che non hanno altro da fare che torturare il contribuente con norme assurde e cervellotiche. Presto, si faccia giustizia una volta per tutte! E la piazza è stata accontentata: l’INPS ha rimosso il dirigente colpevole di questo ciclopico errore. In alto i calici: scorra champagne a fiumi!

Ecco, solo che – come spesso accade quando si straparla di pubblica amministrazione – le cose non stanno esattamente così. Farei sommessamente notare che quel maledetto centesimo era l’ultima tranche di una restituzione dovuta che il pensionato stava effettuando a rate e che questi pagamenti vengono predisposti in modo automatico dal cervellone centrale dell’INPS. Inoltre, qualcuno ha la più pallida idea di come e quanto lavori una sede operativa sul territorio dell’INPS? Migliaia di pratiche sfornate all’anno, cittadini allo sportello e decine e decine di provvedimenti al giorno. Accade semplicemente che parta per errore una lettera sfornata dal sistema (subito peraltro annullata con l’indicazione di non pagare) che, per chiarezza dei fatti, un direttore di sede neppure materialmente vede. Ci sarebbe molto da dire, ma il mio unico auspicio è che si possa prima di tutto recuperare quel minimo di serenità necessaria per rimetterci in piedi come comunità nazionale prima ancora che come sistema Paese.

Per capire meglio vi rimando alla lettura del comunicato stampa che ha diramato sulla vicenda l’Associazione degli ex allievi della Scuola Superiore della P.A., ma domando: dov’è l’illecito? Dove il danno? Come è possibile che, come hanno riportato i giornali, sia stata condotta nel giro di poche ore un’inchiesta interna? E su quale grave irregolarità? E come si può rimuovere dall’incarico un dirigente (che tutti reputano diligente e preparato e basta vedere la buona performance di quella sede) senza neppure sentire da egli stesso cosa sia accaduto? Eppure questo è successo, in spregio al buon senso prima ancora che alle regole, pronti ad assecondare gli umori della Bestia che vuole le si getti un pezzo di carne adesso e subito, meglio se al sapor di lavoratore pubblico. Ecco, ora i problemi dell’Italia che non taglia i costi della politica, che si trova alle prese con una crisi economica e sociale profondissima e che ha un Governo che balla sulla questione IMU sì o no, sono finalmente risolti. Contenti?

Pubblicato su Linkiesta.it

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