E adesso? Adesso Roma

E’ Ignazio Marino il candidato Sindaco di Roma della coalizione di centro sinistra dopo le primarie: complimenti  davvero. Io non lo ho votato, preferendo un altro candidato, ma sono convinto che adesso è dovere di tutti coloro che si riconoscono nell’area di Roma Bene Comune mettere assieme ogni sforzo a sostegno di Marino. Detto questo, mi sento di fare un paio di considerazioni a caldo, da metabolizzare in questi due mesi scarsi che ci separano dal voto. Sulle cose da fare, intanto: tre piccoli appunti che possono trovare spazio nella idea di una moderna Capitale. 1) Basta con i suk. E’ una storia infinita che è ormai sconfinata nel ridicolo: qualcuno vuole finalmente prendere la situazione in mano? Possibile che un tesoro a cielo aperto come quello di Roma debba essere costantemente sfregiato da bancarelle e centurioni? 2) Nel più ampio quadro della viabilità urbana, che facciamo con il “mostro”? La Tangenziale Est è ancora lì, arrugginita sotto il sole del Prenestino, simbolo post-fantozziano degli orrori che siamo riusciti a concepire in città. 3) Ricordate la teoria delle finestre rotte? Un esempio di disordine, come graffiti o rifiuti, può indubbiamente incoraggiarne altri. Penso, a questo proposito, allo scempio dei dintorni della Stazione Termini, un biglietto da visita di puro degrado per chi arriva a Roma da tutto il mondo che è davvero non più tollerabile.

Fatta questa piccola lista della spesa, ho un punto che mi sta particolarmente a cuore. La frase che più spesso leggo in queste ore è “Ora tutti assieme a battere la destra”. Ecco, eviterei. E non perché non desideri che il voto mandi a casa l’attuale Sindaco (peraltro non l’unico concorrente con chances), ma perché vorrei che le energie fossero spese non “contro” qualcuno ma “per” qualcosa: Roma, appunto. Comincio, cioè, ad essere terribilmente stanco di questa divisione manichea fra cittadini buoni e cittadini cattivi, tra chi vota santi e chi invece diavolacci. Quello che mi sento di chiedere a Marino è di portare più persone possibile a votarlo soprattutto per le idee che propone per Roma, per il progetto che ha in mente per tirare fuori la Capitale d’Italia dal ruolo svilente che negli anni si è ritagliata. E che, nel farlo, chieda il contributo dei cittadini, di tutti i cittadini. Da una parte rinnovando e aprendo al contributo di chi vuole mettersi a disposizione per questa sfida, soprattutto nei territori dei Municipi, dove c’è bisogno di una rappresentanza preparata e non di fideles: non serve su questo ricordare il momento di rifiuto per una certa politica che gli Italiani stanno vivendo. E dall’altra tenendo ben presente che Roma si risolleva se si risolleva una comunità: e la comunità è fatta da tutti i Romani, per chiunque abbiano votato. In altre parole, a me non interessa tanto battere chicchessia, quanto far vincere le idee che credo giuste per la mia città. Convincere. Ma non convincere i convinti, che serve a ben poco, come recenti esperienze hanno tristemente mostrato. Daje, su.

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One thought on “E adesso? Adesso Roma

  1. […] inarrestabile e correggere la rotta. Io, personalmente, non avevo votato Marino alle primarie, augurandomi però che si intervenisse su alcuni temi simbolo, fra i quali il celebre “mostro” della […]

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