Il posto sbagliato

Prima le manifestazioni fasciste con braccia tese a Roma. Poi sconcertanti progetti di stupri come punizioni politiche da parte di teste vuote legate a movimenti dichiaratamente fascisti. Poi, ancora, le scritte sul muro del Museo Storico della Resistenza nel Giorno della Memoria e le sfacciate dichiarazioni sulle “cose buone” del fascismo. C’è da stupirsi che in piena campagna elettorale, un gazebo all’aperto del movimento politico La Destra esponga tranquillamente una bandiera con croce celtica? Uno degli assunti della democrazia è consentire a tutti di esprimere liberamente e con ogni mezzo le proprie opinioni, nei limiti della legge. E in questo Paese vige la legge 205 del 1993, recante misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa che, fra l’altro, punisce chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che propagandano idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico.  Dissociarsi? Macché, sono sciacalli: la bandiera era nel posto sbagliato.

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