Per #primarieparlamentari vere e inclusive

Nella giornata di lunedì 17 dicembre la Direzione del PD si pronuncerà sulle regole per le primarie dei parlamentari. Sulla positività della scelta ho già scritto, come sulla bontà del sistema per la scelta dei candidati alle Camere, specialmente in vigenza di Porcellum. Tuttavia, nella ridda di voci che si rincorrono in questa vigilia, vedo tre punti particolarmente delicati che, se non adeguatamente presi in considerazione, potrebbero falsare un momento che deve essere l’ultimo passo, in ordine di tempo, compiuto dal Partito Democratico sulla strada dell’apertura e del confronto con laghi settori della società.

  1. Il primo. La data del 29 o 30 dicembre è estremamente ravvicinata e, sebbene i tempi siano senza dubbio fortemente condizionati dalla data al momento decisa per le elezioni politiche, si rischia di ridurre le primarie ad una mera conta dei voti senza lasciar spazio alle proposte e alle idee. Ecco perché ho firmato la petizione “Primarie per i parlamentari il 13 gennaio” su Change.org sostenuta dagli amici di Prossima Italia. E poi, guardiamoci in faccia: ma nei giorni prima di Capodanno quanti realisticamente si recheranno per la terza o quarta volta ai gazebo?
  2. Il secondo: la platea dei votanti. Limitare l’insieme dell’elettorato a chi ha votato il 25 novembre e al ballottaggio è un limite apparentemente ragionevole ma, a ben pensarci, incomprensibile e controproducente. Lo è perché queste primarie hanno natura completamente diversa rispetto a quelle per il candidato premier e molti possono essere interessati a partecipare anche se non lo hanno fatto nel primo caso. Non si capisce, comunque, perché non prevedere, almeno, una registrazione in loco, che, con la firma della Carta degli Intenti, permetta di votare per i candidabili al Parlamento anche se non si è votato per Bersani o Renzi.
  3. Il terzo, forse il più importante. Chi e come potrà candidarsi alle primarie? Appare intuitivo che tutti, iscritti o meno, possano candidarsi, posto che aderiscano alla Carta di Intenti o si dichiarino comunque elettori del PD. Il come, tuttavia, desta preoccupazione, se le voci che circolano sulla necessità di avere almeno 500 firme di iscritti risultassero confermate. Vedete, in quel caso nessuna donna e nessun uomo della cosiddetta società civile, che tutti amiamo tirare in ballo, potrebbe avere la pur minima chance di proporsi per gareggiare, dato che i pacchetti di voti sarebbero immediatamente preda delle pur legittime correnti (sensibilità, si usa dire) interne. Soprattutto se il famoso “listino” fosse utilizzato solo per nomi eccellenti. Assisteremmo allora ad un mini-congresso che escluderebbe proprio quel rinnovamento e ricambio con l’esterno che tutti i cittadini richiedono a gran voce. Ecco perché credo sia indispensabile consentire a tutti di partecipare, magari alzando l’asticella per chi promuova una raccolta di firme tra non iscritti e simpatizzanti. Ognuno poi si cercherà i voti.

Si tratta di tre punti qualificanti che, gestiti con la necessaria lungimiranza, potrebbero rendere queste primarie un vero processo aperto ed inclusivo. E’ necessario ricostruire i legami con  i cittadini, tutti i cittadini, che non necessariamente sono identificabili in coloro che siano tesserati, a riconoscere che si può e si deve far politica anche al di fuori dei partiti. Mai contro i partiti. Personalmente, sono pronto a mettermi in gioco e metterci la faccia: l’unica condizione è che si permetta di farlo a tutti, e scongiurare così derive populiste che hanno la forza del richiamo alla partecipazione diretta e immediata. Sono sirene potenti, e offrire controproposte valide e serie è compito di un partito che aspiri a guidare il Paese. Segretario, non facciamo passi falsi.

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2 thoughts on “Per #primarieparlamentari vere e inclusive

  1. […] per i parlamentari dalla Direzione Nazionale del Partito Democratico. Alla vigilia della riunione avevo auspicato che potessero esser presi una serie di accorgimenti che, pure alla luce delle scadenze strettissime […]

  2. […] per i parlamentari dalla Direzione Nazionale del Partito Democratico. Alla vigilia della riunione avevo auspicato che potessero esser presi una serie di accorgimenti che, pure alla luce delle scadenze strettissime […]

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