Le mie primarie. E di tutti

Domenica ore 6 driiiiiiiinnnnnnnn! Sonno. Freddo. Doccia per svegliarsi. Caffellatte trangugiato. Sciarpa e cappello e bici. Alle 7 Roma deserta. Direzione Prenestino, seggio Pigneto 301. C’è un gazebo, no tavoli no sedie. Alla spicciolata si forma il seggio e l’ufficio elettorale. Scartiamo tutto: matite, schede, fogli. Li disponiamo per terra ma la gente arriva, vuole votare. Scopro che sono Presidente del Seggio (cazzo!). Facciamo l’urna e decidiamo di cominciare a far votare. Sul cofano della macchina vicina per ora. Sono fuori sede, posso votare? Hai fatto la richiesta al Coordinamento Elettorale? No. Allora vai  a Piazzale Aldo Moro. Mi guarda male. La signora che alle 8.20 si lamenta che votare è complicato e non ha con sé la tessera elettorale. Se ne va inveendo e dicendo che voterà Grillo. Caffè? Il bar non apre ancora. Ce lo porta la sora Maria. Ma come si vota? Spiega, rispiega e spiega ancora. In piedi. Minchia che freddo, ma perché mi sono messo così leggero? Arrivano i tavoli, facciamo 3 file, una per i preregistrati su web. Metto una croce? Sì signora, su quello che preferisce. Facciamo anche una seconda cabine elettorale, un po’ accroccata. Ma oggi la Roma gioca a Pescara? Zeman mi ha fatto rifare l’abbonamento dopo anni. Sei laziale? Non voti! Arrivano anche le sedie dal circolo di Fortebraccio. Neanche un raggio di sole fra i palazzoni. Ci serve un pennarello! Elastici! Meno male che Mauro abita qua dietro. Sono fuori sede e sono stato al Coordinamento, posso votare? Aspetta che chiamo. Può? Ma che scherziamo! E chi scherza, sto qui aggratisse, bella! Fame, mi prendo una banana dal cingalese. File a momenti. Ma quanto l’avete fatta complicata! Tutte ‘ste firme? Speriamo bene! Bravi, bravi! Due euro? Ma non era uno? Cala il sole. Mi calco il cappello. Arriva una chiamata per una signora che non può uscire e vuole votare. Classe 1928. Andiamo. Lo volete un caffè? No signora, grazie. Io ho sempre votato. Come andrà? Boh, signo’. Coppie di ventenni. Coppie di quarantenni. Coppie di ottantenni che si tengono la mano. Mia nonna non ci vede, posso stare con lei? E’ mia mamma, ha 88 anni, sorda come una campana: la matita è làààà!!! Mi cede una gamba, cacchio se siamo stanchi. Mi riscappa, possibile? L’ultimo assalto. Otto meno 20, arriva Zoro, come alle ultime primarie. Dice che da rappresentante di lista mariniano a presidente ho fatto carriera. Ore 20: si chiude. Verbale, conteggio schede e cedolini. Si apre l’urna sotto l’occhio della telecamera di Diego. Siamo all’aperto, d’altronde. Vendola, Puppato, Vendola, Bersani, Renzi, Bersani. Alla prima scheda per il Compagno Tabacci parte l’olééééé! Vince Bersani, Vendola incollato. Rapidi chiudiamo tutto e spegniamo il generatore. Ciao Zoro. Ciao, grazie a tutti, baci. Quasi 500 votanti. Ci sarà il ballottaggio? Se sì, ci vediamo domenica. Occhio ai soldi! La bici è là, adesso pedalata fino a casa. 22.30 e si va. Vorrei aver portato i guanti. Che giornata le mie primarie. Le primarie di tutti. Azzo che domenica mi devo risvegliare alle 6.

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One thought on “Le mie primarie. E di tutti

  1. Alessandro Messina ha detto:

    Grande Alfredo! Divertente e soprattutto vero. Si sente. Ciao. Alessandro

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