Le mille auto blu

Le tabelle pubblicate oggi dal Corriere della Sera sulla eterna questione delle auto blu (e cosiddette grigie, ovvero le auto operative, non assegnate, usate per molteplici servizi come interventi di medicina legale o controllo del territorio), ci dicono che in Italia girano per le diverse amministrazioni circa 60.000 auto di servizio che nel 2011 sono costate più di un miliardo di euro, per due terzi circa per il personale. Sono naturalmente escluse le autovetture adibite ai servizi di tutela dell’ordine e della salute pubblica, della sicurezza stradale e militare, ai servizi ispettivi relativi a funzioni fiscali e contributive e le autovetture adibite a funzioni di pubblica sicurezza. Solo circa 4.000 auto farebbero capo alla P.A. centrale (ministeri e enti), mentre la stragrande maggioranza della flotta serve regioni ed enti locali. Infine le auto blu-blu, adibite al trasporto dei vertici della politica e dell’amministrazione, sono circa 8.000, mentre sembra che la P.A. centrale spenda da sola il 20% del totale. Il sito del Dipartimento della Funzione Pubblica, inoltre, ci informa che le auto della PA hanno percorso nel 2011 circa 700 milioni di km, di cui il 18% percorso dalle auto blu e l’82% dalle altre auto di servizio. La percorrenza media, tuttavia, è molto più alta per le auto blu (29.000 km) rispetto alle altre auto (9.000). Questi i dati, mentre cresce la furia anticasta e antisprechi e viene presa come oro colato la bufala dei tagli di Hollande sulla eliminazione del 100% delle auto blu, giustificata con la seguente, curiosa motivazione: “Un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure”.

Tanto premesso, la domanda è banale: fatte salve le funzioni di sicurezza e controllo del territorio, e escluse le grigie di servizio operativo, a che servono le auto di servizio? Essenzialmente a portare delle persone che ricoprono funzioni politico-amministrative rilevanti e che non hanno tempo da perdere. Scusate la brutalità, ma in soldoni il motivo dovrebbe essere proprio questo: appuntamenti, riunioni, scadenze che per essere rispettati hanno bisogno di spostamenti veloci. Ora, posto che un miliardo di euro è nel complesso una cifra s-p-a-v-e-n-t-o-s-a (ma una convenzione con società taxi non costerebbe di meno?), questi augusti VIP, che auspichiamo sul pezzo giorno per giorno, chi diavolo sono? Se il Ministro Filippo Patroni Griffi ha voluto infatti precisare che “l’auto pubblica, salvo casi specifici e determinati, deve avere funzioni di servizio e non di rappresentanza o peggio di esibizione di status” c’è qualcosa che non va. Nel censimento dello scorso febbraio, si legge che “le auto blu rappresentano nel nostro Paese un fenomeno percepito dalla gente (sic!), soprattutto in un periodo di crisi e di sacrifici, come come un ostentazione, un privilegio e un insopportabile spreco di denaro pubblico. Riportare l’uso delle auto alle alle ristrette  funzioni di servizio, eliminando ogni abuso, è per questo esecutivo un inderogabile atto di valore politico”. Ora, io non avrei usato queste parole, ma il fatto è che abbiamo ancora alti burocrati e politici (in misura minore, a dir la verità, a leggere i dati) che di gettare la spugna non ne vogliono proprio sapere: a loro la macchina non serve tanto per andare alla riunione nel Ministero x, ma per stare comodi e ammirati, moderni pascià urbani. Vivono le quattro ruote assegnate come un diritto acquisito, sacrale, ormai disabituati a muoversi per conto proprio. Va detto che cambiamenti ce ne sono stati, e sensibili: lontano il tempo in cui i Direttori Generali dei Ministeri venivano prelevati e depositati con amore al domicilio e le situazioni in cui sono a disposizione poche utilitarie che si suddividono secondo le esigenze non sono affatto rare. E proprio per questo desta meraviglia che, sempre per restare alla P.A. centrale, risultino ancora quasi 2000 auto blu-blu in circolazione: ma quanti nobili deretani di sangue blu sono in servizio a Roma?

(immagine da http://www.polisblog.it)

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