Arrivederci e grazie

Domenica sera a Ostia Beach. Dopo giorni di afa terrificante, si respira: ci si dirige verso un simpatico localino della Movida familiare, seduti all’aperto. Vino, birra, patatine, bruschette: insomma, antipasto con rinforzino del dopo mare. Ci sta tutto. Tutto bene? Non esattamente. Arriva lo scontrino-non-scontrino: 54.50 euro stampati sullo scontrino non fiscale. No problem: vado alla cassa e chiedo di pagare con carta, della serie ‘ti frego io adesso’. Mi risponde con faccia contrita: “Non abbiamo il pos”. Va beh, colletta e torno col conquibus. Din din! Bene, grazie. Scontrino e arrivederci? No, non proprio: il pizzino sfornato in loco è un altro scontrino-non scontrino, quello che riporta il consiglio “ritirare lo scontrino alla cassa”. Ma io sono alla cassa! Non mi resta che restare immoto, chiedere uno scontrino vero che mi viene dato con un sussurrato “Scusi”. Arrivederci e grazie, recita il mio scontrino-scontrino. E il problema dell’Italia sono i fannulloni.

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