La vera scommessa oltre le primarie

In un post di qualche giorno fa mi chiedevo quali potessero essere le migliori soluzioni per arrestare quella che appare senza dubbio alcuno una vera e propria deriva antipolitica nel Paese, i cui esiti, fatta salva l’indiscutibile buona volontà dei cittadini che si danno da fare nel M5S, sono tutti da decifrare. Con una analogia che ha tratti curiosi, e che riecheggia rincorse di qualche anno fa, PD e PdL si muovono con affermata decisione verso primarie e apertura al rinnovamento, pur tra mille difficoltà. Ecco, vorrei dire che sono passi importanti ma che, paradossalmente, la scelta attraverso primarie (aperte o meno, purché siano serie) del candidato premier è secondaria rispetto al rinnovamento delle modalità di scelta dei rappresentanti per il Parlamento.

E non perché questo sia così determinante in ogni aspetto della vita nazionale: in una società complessa e complicata come quella italiana, è noto come molte decisioni vengano prese fuori dalle Camere e, sempre più, fuori dai confini (va riletto questo mirabile articolo di Bauman a proposito). Tuttavia, anche se si dovesse arrivare al cambiamento di questa disgraziata legge elettorale, sarà importante lavorare dentro un quadro di nuova etica interna, adottare una selezione aperta, vera, trasparente e fondata sulle competenze che possono essere messe in campo, sui meriti e sulle capacità perché serve una svolta possente nella vita democratica dei partiti, per limitare la fisiologica dinamica della cooptazione e delle cordate infinite che è da tempo patologia e che mina alla base la fiducia dei cittadini, allontanandoli dalla voglia di rimboccarsi le maniche e spendere tempo ed energie da sottrarre alla sfera privata: ecco il vero valore, al netto di ogni altra valutazione, della vivacità del movimento che fa capo a Beppe Grillo. La vera domanda allora è: da queste buone premesse, saranno in grado le forze politiche – tutte – a dare spazi e responsabilità a chi, dentro e fuori i partiti, ha qualcosa da dare? Ha certamente ragione Bersani quando dice che si è “nelle condizioni di mandare avanti persone nuove e sperimentate, e di mettere sulle loro spalle le responsabilità” ma che “non avverrà senza il presidio di esperienza maturate negli anni”: è buon senso. E chi offre disponibilità deve essere pronto all’impegno dentro i partiti, non solo a criticarli dal di fuori. Ma serve anche un segnale forte e concreto: io lo attendo con molta speranza.

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One thought on “La vera scommessa oltre le primarie

  1. eDue ha detto:

    http://www.unita.it/italia/primarie-pd-le-sfide-di-vendola-e-renzi-1.419459

    Se ci saranno le condizioni per perderle dando la colpa al partito, Renzi resterà comunque sindaco e rottamatore.

    I giovani, ah, i giovani…

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