Deputati, deputandi, neo sindaci e futuri ex

Avevo mosso garbate critiche al “deputando” pokerista PD Mario Adinolfi che, in entrata alla Camera per l’elezione a Sindaco di Pietro Tidei, a mio modo di vedere potrebbe ben rinunciare avendo restituito a suo tempo la tessera al Partito. Pietro Tidei nicchiava a causa di un problema con il tribunale locale che pareva richiedere, almeno per un po’, la sua permanenza sul seggio di Monte Citorio, in palese violazione delle norme in materia di incompatibilità. Ebbene, devo ora prendere atto di un nuovo colpo di scena. Il Tidei fa piazza pulita di ogni dubbio e comunica a tutti la sua posizione, chiara ed inequivocabile: “In comune a Civitavecchia ho trovato un buco da 31 milioni di euro con bilancio in dissesto e se entro il 30 giugno non approvo il bilancio il ministero mi scioglie il Consiglio comunale. Se io mi dimetto oggi dal Parlamento e mi sciolgono dopodomani il Consiglio, non sono né parlamentare né sindaco». Ecco.

Aggiornamento: leggo sull’ANSA che Tidei ha dichiarato: “Sono disposto a dimettermi domani dalla Camera purché Mario Adinolfi rinunci a subentrarmi”. Ora, la vicenda sta diventando davvero divertente e sta assumendo contorni degni di Beatiful, ma non dimentichiamo una cosa: il rispetto delle regole prima di tutto. Tidei lasci ora e subito il seggio parlamentare che non può mantenere per manifesta incompatibilità. Poi il resto. A meno di nuovi, immaginifici colpi di scena.

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