Solitudini civiche sparse

Su Repubblica di mercoledì scorso Ezio Mauro ha pubblicato un editoriale che mi pare fotografi con grande lucidità la situazione politica in cui si trova ora l’Italia, complice lo stato comatoso in cui versano i partiti politici, di cui il Parlamento dei nominati è specchio fedele. Una delle componenti di questa situazione è il ciondolare di tante anime in pena, deluse dagli scandali, dal facciatostismo, dall’arroganza e dalla ciarlataneria di tanti (fortunatamente non tutti) esponenti della cosiddetta casta che, in barba ai terremoti giudiziari e alla pressione delle opinioni pubbliche, continuano imperterriti a negare l’evidenza. Novelli sacerdoti di un culto in rovina, in tanti si scagliano contro il “grillismo” caciarone, offensivo e populista, altri lo accarezzano, notando che quel movimento è in grado di produrre sindaci come Pizzarotti che, alle sue prime uscite, sembra persona sensata e con voglia di imparare e fare: una persona normale, insomma. In questo magma che ribolle, come ci si può stupire che queste “solitudini civiche sparse” (Mauro dixit) abbiano fame? Fame di politica, di trasparenza, di virtù civiche. E il ristorante ha ancora in bella mostra il cartello “chiuso”!

Ed il problema sta proprio qui: se i partiti non sono in grado di dare una risposta, sarà la loro fine, scatenandosi subito dopo un raggrumarsi dalle conseguenze imprevedibili. Montezemolo? Tutto il rispetto, ma abbiamo già dato. E più si scatena la furia populista, più la risposta deve essere veloce e seria. Perché non è vero che tutto fa schifo e che tutti sono uguali: checché ne dica il Predicatore a 5 stelle, l’Italia è piena di gente per bene che dona il suo tempo alla politica, anche in quei partiti investiti da una umiliante ondata di scandali e scandaletti. Lo dice con disarmante semplicità Mauro: servono facce nuove e criteri di selezione aperti e trasparenti, per rendere i partiti contendibili e scalabili da tutti. Non so quali flussi elettorali abbia intercettato o interecetterà il Movimento 5 Stelle, ai cui militanti dalle facce oneste faccio mille auguri: ma, poiché non credo che quella non-struttura possa dare vita a qualcosa di duraturo e solido, occorre un segnale immediato da parte dei partiti, di tutti i partiti. Lo ripeterò fino alla nausea, ma si peschino nei territori, con primarie per le candidature al Parlamento, le persone che in quei territori vivono e lavorano, che vogliono dare un contributo, che possono portare quella iniezione di fiducia a chi la politica la fa e a chi la politica la segue disgustato. Le energie non mancano ed anzi vorrei che queste donne e questi uomini si presentassero spontaneamente ai loro circoli, alle loro sezioni, ai loro club, in rete, e dicessero: sono qua, ecco la mia disponibilità. E attenzione alla risposta che a queste persone si darà.

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