Prima che sia troppo tardi

Allora, la domanda è questa: quando cominciamo a discutere di come sia giusto ed opportuno scegliere chi saranno e come saranno scelti i candidati del Partito Democratico al Parlamento per le elezioni del 2013? Mi sembra una questione corretta da porre ora, perché la legittima e poderosa richiesta di etica e pulizia nella politica che proviene dall’opinione pubblica  investe anche il PD, naturalmente assieme a tutte le formazioni politiche e a tutti i livelli di Governo. Aldilà di strategie elettorali, riforme e programmi, pure importanti, è una richiesta che voglio proporre al PD non solo perché è il mio partito, pur senza ossessioni da feticcio, ma perché più di altri ha lanciato segnali importanti e concreti sulla strada che deve necessariamente portare ad una maggiore dimensione etica nella vita del partito, alla luce dell’elementare principio che l’esaltazione delle regole democratiche nella vita interna di un partito è altrettanto importante del suo contributo alla vita democratica del Paese.

Ci ricordiamo bene i casi Gaglione, Calearo o Beltrandi, accanto alle immorali e vergognose trasmigrazioni verso altri gruppi che hanno fatto strame delle intenzioni di voto dei cittadini, senza avere la dignità di dimettersi. Queste cose hanno fatto male e non devono più accadere: pure nel rispetto del divieto costituzionale di mandato imperativo, chi fa il parlamentare fa quello, senza curare lo studio da professionista, senza fare il medico, senza seguire l’azienda di famiglia. Senza fare altro, punto. Fare una cosa e farla bene: è un principio semplice. E senza doppi e tripli incarichi, e dando un taglio netto a benefit inaccettabili per chi arriva a malapena al 27 di ogni mese. Già, perché fare il parlamentare è un’attività a tempo pieno, che comporta stare in Aula e in Commissione, studiare dossier, prepararsi. E allo stesso tempo vuol dire partecipare alla vita del partito, curare i rapporti con il territorio e la base. I gruppi parlamentari, in altri termini, non possono essere composti da nominati e valvassini, pena l’impoverimento della fibra democratica di un paese. Ecco perché la questione “a monte” della scelta si pone con urgenza.

Primarie per i parlamentari? Probabilmente sì,  sopratutto in vigenza del regalo che Calderoli & co. hanno fatto ai cittadini italiani. Ma come le facciamo le primarie? O meglio, chi sceglie coloro che si candideranno ad essere in lista? Le indicazioni non possono che venire dai territori e dai circoli, che avranno il compito di selezionare chi meglio possa rappresentare il partito in Parlamento. E’ evidente che il PD, come tutti i partiti, ha delle dinamiche che non possono essere soddisfatte con qualche regoletta di buon senso, e ci saranno da sistemare un buon numero di nuove e vecchie glorie, fedeli da premiare, amici da aiutare, notabili e pseudovip. Ed è qui l’altro punto di frattura: si corre il rischio, cioè, che buoni ultimi restino i militanti, che tanto danno alle attività di tutti i giorni, accanto a coloro che, per competenza o esperienza, potrebbero fare bene. Occorre, invece, dare il senso ed il segnale, territorio per territorio, comune per comune, regione per regione, che ci si apre al rinnovamento, al cambiamento. Non mi piace la regola del taglione per cui dopo due legislature te ne vai necessariamente a casa, ma quanto vorrei una piccola grande rivoluzione di signore e signori Rossi! Il successo delle liste del Movimento 5 stelle rappresenta una lezione di cui tener conto con moltissima attenzione: i cittadini, stufi della degenerazione della politica, preferiscono affidare le redini della vita pubblica – almeno in una certa misura – a chi non viene dalla politica ed è alieno da riti ed alchimie spesso incomprensibili (per tacere di fenomeni di corruttela e di sprechi di risorse pubbliche alla Lusi). Perdere l’occasione di cambiare marcia sarebbe imperdonabile e non farebbe che alimentare una antipolitica pericolosissima che avvelena il clima democratico, soprattutto in un momento di gravissima crisi sociale prima che economica. Discutiamone, prima che sia troppo tardi. O ci bastano i tecnici?

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4 thoughts on “Prima che sia troppo tardi

  1. eDue ha detto:

    Le primarie sono una buona idea realizzata nel peggiore dei modi. Te lo dimostra il fatto che Renzi le invoca.

    Perché sono fatte male? Perché può parteciparvi chi NON condivide le idee del PD che poi finisce col candidare gente con la suoneria di Forza Italia sul telefonino.

    Dovrei scrivere molto per argomentare meglio. Se me lo consenti ti rimando a cose già scritte; se vuoi fai copia e incolla dei link e cancella il commento:

    http://edue.wordpress.com/2010/12/15/worst-cases/
    http://edue.wordpress.com/2011/01/15/qualcuno-volo-sul-buco-del-cuculo/
    http://edue.wordpress.com/2010/07/20/vengo-a-stare-da-te-no-il-vicino-e-contrario/
    http://edue.wordpress.com/2010/12/08/rottamatori-in-villa/
    http://edue.wordpress.com/2011/01/06/per-difendersi-dal-pd/
    http://edue.wordpress.com/2012/01/11/il-nuovo-che-avanzava/
    http://edue.wordpress.com/2007/10/11/partite-democratiche-al-50/
    http://edue.wordpress.com/2007/08/07/partito-demografico-politicanter-com/
    http://edue.wordpress.com/2006/11/25/tutti-centrano-implosione/
    http://edue.wordpress.com/2011/09/28/unintentional-wishful-thinking/
    http://edue.wordpress.com/2011/07/31/compro-una-consonante/
    http://edue.wordpress.com/2011/05/17/pacatamente/
    http://edue.wordpress.com/2011/04/12/nihil-difficile-volenti/
    http://edue.wordpress.com/2011/02/22/se-il-dito-indica-la-libia/
    http://edue.wordpress.com/2010/07/04/non-ve-rassegnate-eh/
    http://edue.wordpress.com/2010/06/24/ipotesi-chiara-ma-la-tesi/
    http://edue.wordpress.com/2009/09/30/27-orizontali-al-re-possono-dire-cio-che-vogliono/
    http://edue.wordpress.com/2009/09/16/non-capisco-ma-mi-astengo/
    http://edue.wordpress.com/2009/01/08/veltroni-vuol-dire-fiducia%E2%84%A2/
    http://edue.wordpress.com/2008/10/20/il-crepuscolo-dei-valori-era-ora/
    http://edue.wordpress.com/2008/08/01/vuoto-a-perdere/
    http://edue.wordpress.com/2008/04/29/ballot-bobbit-for-dummies/

  2. romborio ha detto:

    Credo che ora la cosa più importante è la nuova legge elettorale. Solo dopo che sapremo come votare,allora si potrà prendere in considerazione come scegliere i candidati e chi dovrà farlo.

  3. […] con lui quando sostiene la necessità di una ondata di rinnovamento potente nella politica: l’ho scritto e lo sottoscrivo. Ma a che titolo Adinolfi entra in Parlamento? Non facciamo come i tanti […]

  4. […] di duraturo e solido, occorre un segnale immediato da parte dei partiti, di tutti i partiti. Lo ripeterò fino alla nausea, ma si peschino nei territori, con primarie per le candidature al Parlamento, le […]

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