Abbasso la Squola

E anche la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione finisce nel tritacarne, vittima dell’onda dell’anticasta. Mi ha colpito negativamente l’approccio frettoloso con cui un servizio della trasmissione Ballarò, che religiosamente seguo ogni martedì sera, ha affrontato il tema delle scuole di formazione delle amministrazioni pubbliche in Italia. Ora, è evidente che la televisione ha i suoi tempi e che le misteriose cose della burocrazia sono complicate (a volte oscure) e poco digeribili, specie di questi tempi. Ma qual’è il senso di fare un elenco delle scuole nazionali di amministrazione con i relativi costi trasmettendo il messaggio che sono soldi buttati o, quantomeno, spesi male? Ma cosa fanno questi enti? Con quali risultati? Glissons. Ecco, nella stessa serata in cui Crozza cita l’ENA francese (una assoluta prima volta in tv!), forse sarebbe stato opportuno porre una questione importante all’attenzione dei cittadini, ovvero che reclutare con severità e formare bene il personale pubblico, e la dirigenza in particolare, significa fare andare meglio il Paese, perché vuol dire aiutare a lubrificare rapporti e dinamiche fra imprese, cittadini, mondo delle associazioni e lo Stato. Come Associazione degli ex allievi della SSPA diciamo da anni che la Scuola Superiore della P.A. dovrebbe assumere un ruolo sempre più centrale nel panorama delle amministrazioni pubbliche e tanto si può e si deve ancora fare, ma alimentare indiscriminatamente la pur legittima reazione “anti-tutto-ciò-che-è-pubblico” non credo giovi a nessuno. Neanche ai cittadini che pagano le tasse.

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9 thoughts on “Abbasso la Squola

  1. tomassini Corrado ha detto:

    Gran parte dei nostri problemi in Italia sono dovuti a carenza di insegnamento dei principi base dell’organizzazione aziendale ed di formazione manageriale sia per le Imprese che per la Politica : siamo sotanzialmente tutti autodidatti oppure abbiamo imparato all’ estero.
    In politica almeno in passato si cominciava dall’ “imparare facendo” , in oratorio o in Cellula , poi col cursus Honorum .
    L’ass. Direttori del Personale rileva purtroppo che le nostre università laureano persone che non hanno idea della realtà in cui poi dovranno operare : manca totalmente la complementarietà Studi + Pratica Lavoro.
    . Ho personalmente tenuto corsi ad Associazioni di Commercialisti per spiegare come “funziona” una Azienda e con quali strategie.
    Bravi tecnici specialisti ci sono , mancano i direttori d’ orchestra . Nessuna conoscenza pratica di direzione per obiettivi , controllo a distanza , pianificazione dello sviluppo , coinvolgimento collaboratori con circoli qualità e creatività , responsabilizzazione e meritocrazia , comunicazione interpersonale e leadership. In Francia esiste a livello Liceo l’ IRA Inst. Reg. Administratif che prepara i giovani a 18-20 anni a gestire un Comune , un Ente pubblico. Poi c’ è l’ENA aperta tutti , che viene prima , non dopo che sono già inseriti nella P.A.
    .Comunque , poichè non siamo più in tempo a formare dalla base una classe politica , per cominciare possono essere sufficienti una decina di giornate di studio (con esercitazioni) per orientare la “visione” e la impostazione di giovani interessati all’ impegno politico e amministrativo (parlo per esperienza diretta).
    Cordiali saluti Corrado Tomassini – 335.603.1146

  2. Claudio Tosi ha detto:

    Quello che questo forum e la vostra professionalità potrebbero fare è integrare quelli informazioni in modo da diffondere il parere dall’interno. Tutti sappiamo che le scuole sono un patrimonio pubblico diffuso e purtroppo risolto a metà. Tutti edifici a mezzo tempo, con l’impossibilità di aprirsi al territorio o ad altre forme di utilizzo (sempre rispettose e rigorose).
    L’impostazione centralistica delle scuole non permette riscaldamento parziale, apertura differenziata, guardiania solo su singole parti e crea l’immenso problema di dover trovare allestire e gestire spazi alternativi spesso non pienamente idonei e attrezzati.
    Quello che colpisce dell’intervista di Ballarò è che ci siano scuole differenti per ogni amministrazione, nel senso che si presume (e qui voi potete smentire) che ognuna non sia utilizzata pienamente, e che si siano moltiplicate per ragioni di visibilità.
    Così non fosse vorrebbe dire che l’amministrazione fa una grande opera di formazione e a questo punto la battaglia sarebbe quella di far avanzare in carriera e in responsabilità i funzionari e dirigenti meritevoli e capaci.

  3. tomassini Corrado ha detto:

    mi permetto di aggiungere una osservazione che Claudio mi ha ricordato .

    Ad aggravare la situazione c’è la difficoltà di leggere e comparare i Bilanci delle Istituzioni e Enti vari territoriali per poter applicare in tempi rapidi un efficace sistema di Benchmarking , il modo migliore per identificare i cattivi Gestori .
    Questa è la conseguenza dell’aver lasciato grande autonomia a tutte le Istituzioni nell’ impostare rilevazioni statistiche , extracontabili e addirittura voci di bilancio .
    Ne consegue anche la difficoltà di disporre di bilanci consolidati per i singoli servizi pubblici gestiti dagli Enti controllati e comparazioni di costo.

    tomassini.corrado@gmail.com

  4. Anonimo ha detto:

    Esiste un filmato della trasmissione? Io vado non guardo la TV

  5. Alfredo Ferrante ha detto:

    Ciao Claudio, sì, effettivamente ci sono scuole diverse per pezzi diversi dell’amministrazione (come, peraltro, in Francia, dove ci sono le Grandes Ecoles) e d’altronde prefetti, diplomatici e militari sono dipendenti “diversi” dagli altri, ancora sotto regime pubblico. Andrebbe fatta una riflessione sulla necessità di queste scuole ma, soprattutto, assicurarsi che tutte facciano una selezione sul modello SSPA, ovverso a) concorso di accesso alla Scuola, b) corso nella Scuola con esami e c) concorso di uscita. Già parlarne sarebbe un risultato! Ci proveremo venerdì 18 al Forum PA con un convegno organizzato dagli ex Allievi SSPA. Grazie dell’intervento! Alfredo

  6. Alfredo Ferrante ha detto:

    Ciao Corrado, purtroppo la PA è maestra nel “digerire” ogni tentativo di innovazione e a mutarlo in mero adempimento. E’ una battaglia culturale che si combatte anche costruendo uno spirito di corpo che, a differenza dei nostri cugini francesi, conosciamo molto poco. Grazie del tuo contributo, Alfredo

  7. tomassini Corrado ha detto:

    Caro Ferrante

    Non ho ancora identificato la tua posizione politica e se sei interessato ad impegnarti concretamente sul Campo .

    Ti chiarisco la mia posizione : per cambiare la Pubblica Amministrazione occorre dimostrare con cifre chiare , di immediata comprensione , dove ci sono sprechi , inefficenze, ruberie e costi da eliminare (come in GB dal 50% del PIL al 40%) per dirottare , come richiede l’attuale momento di crisi , questi Risparmi a investimenti sociali (sui modelli Nord Europa):
    1. creazione sistema di ammortizzatori per favorire mobilità lavoratori
    2. complementarietà scuola-lavoro + riqualificazione permanente lavoratori
    3. integrazione più redditi bassi , 4. promozione giovani x studio + lavoro, 5. eliminazione per le imprese del ruolo di “sostituto d’imposta”

    Questi sono i punti fondamentali di “Verso Nord” , un gruppo politico che si propone di proseguire , sulla strada aperta da Monti , la modernizzazione e competitività del Sistema Italia .Fondatori nel 2010 : Massimo Cacciari, Maurizio Fistarol (movimento sindaci di Illy), Giuseppe Bortolussi (Artigiani di Mestre).
    Con l’ invito a collaborare alla nostra iniziativa , un cordiale saluto
    tomassini.corrado@gmail.com (Monza & Brianza)

  8. […] il tema delle scuole di selezione e formazione della dirigenza amministrativa italiana. Dopo un accenno pelosetto a Ballarò, ci ha pensato qualche giorno fa Sergio Rizzo a trattare il problema delle tante (troppe?) Scuole. […]

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