Di vittime, di magliette e di sinapsi non funzionanti

Beh, a me Twitter ha catturato: dove Facebook ha fallito, il cinguettare mi ha conquistato. E quei pochi caratteri, che molti hanno criticato, riescono talvolta a stimolare piccoli sprazzi di grande ironia e profondità, che la sintesi impreziosisce. Talvolta no. E’ il caso, a mio avviso, di un messaggio lanciato stamane su Twitter da Luca Telese, bravo giornalista della carta stampata e conduttore televisivo a La7, che, collegando Festa del Lavoro e riforma Fornero, ha scritto:  “Ieri, il primo maggio: la #Fornero ha osservato un minuto di silenzio in ricordo delle sue vittime”. Chiaro l’intento provocatorio, sbagliato però, a mio modo di vedere, il riferimento alle “sue vittime”. Il Ministro con la sua riforma avrebbe provocato delle vittime? E come? O quando? O sono vittime in senso lato? Evidentemente sì, a leggere le repliche di Telese. Certo che, letta in connessione col triste fenomeno delle morti sul lavoro ricordato e condannato proprio il primo maggio, la cosa stona non poco. Tutti ricorderanno l’episodio della maglietta cimiteriale che ha visto protagonista una signora che manifestava davanti Montecitorio e Oliviero Diliberto: in quel caso come in questo giusto e sacrosanto il diritto di critica, meno l’assoluta mancanza di senso della misura. Questi esempi credo ci mostrino che esiste un collegamento evidente fra una situazione sociale esplosiva, che vede lavoratori, famiglie e soggetti deboli in gravissime difficoltà (si giudichino naturalmente come si vuole le politiche messe in atto da questo Governo) e una tendenza a lasciar andare le redini ed a (stra)parlare, dando spazio a un sopra le righe generalizzato che rischia di dar fuoco alle polveri. E questo collegamento va gestito, pena il liberi tutti. Alla mia replica in rete è seguito un breve scambio di battute condito da toni forse poco eleganti (“ti sono saltate le sinapsi”), ma tant’è: il punto, mi pare, è che anche nel cinguettare occorre fare attenzione perchè le parole pesano sempre, e tanto, anche se espresse in soli 140 caratteri, e sono convinto che chi ha il merito di godere di un largo ascolto presso la pubblica opinione dovrebbe tenerlo sempre a mente. A patto che le sinapsi non saltino, naturalmente.

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