Come Claretta

Maggioranza a 308. E adesso? Personalmente trovo queste fasi estremamente interessanti, perché si ripercorrono tutte quelle dinamiche fatte di regole e prassi raccontate nei manuali di diritto costituzionale. Temo, però, che gli Italiani pensino ad altro e occorre anche fare lo sforzo di guardare avanti, in prospettiva, pur sperando in un governo di decantazione e di risalita. Non sarà sfuggito come più di uno è andato ripetendo nelle ultime ore come sia stato “doloroso” il distacco di alcuni deputati del PdL, “Amici” che non hanno votato per il Governo, cosa impensabile perché legati da “rapporti di vicinanza e di amicizia col Presidente del Consiglio”, con Lui proprio. “Gabriella, come hai potuto tradire?” ha urlato una deputata alla ex pasionaria berlusconiana. Allora, per riprendere l’elenco che ha fatto Bracconi sulle cose da inserire in un programma minimo di un nuovo, futuro scenario politico (no all’utilizzo del termine traditori, di dito medio alzato e di avances da panzuto cummenda anni ’60), aggiungiamoci anche qualcosa d’altro. E cioè basta con la pretesa di fare della politica quella che non è: sarei oltremodo lieto di non sentire più parlare di partiti dell’amore, di contratti con gli italiani, di “ghe pensi mi”. Basta, cioè, di utilizzare e spendere categorie che politiche non sono per darla a bere agli Italiani.

Sono passate poche ore dal passaggio critico della maggioranza di Governo in Parlamento, e già non ne posso più di sentire i dibattiti televisivi. E penso che non sarà oggi, né domani e neanche dopodomani ma, foss’anche per motivazioni puramente anagrafiche, la fase che ha visto protagonista l’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri è alla fase terminale. Non alla fine, perchè varie opzioni ora si aprono, e non vorrei essere nei panni del Capo dello Stato che deve sbrogliare un groviglio assai complicato. E’ una fase complicata, a rischio per l’economia e per le famiglie, la cui tenuta sociale è a durissima prova. Eppure una delle cose da fare è quella di iniziare a ragionare – lo ridico: ragionare – per il dopo, quando si dovrà tirare fuori l’Italia da una crisi profonda, che non è solo economica. Basterà restituire alla politica quella dignità “austera” che sono convinto le sia propria? No. E’, tuttavia, un inizio, che andrà arricchito da altre cose importanti, come la riforma della legge elettorale. E ragionare, da che mondo e mondo, non ha mai fatto male. Ho davvero voglia di un’Italia normale, anche un poco grigia e barbosa, come dice oggi Gramellini. Si gestisca e si viva un passaggio ad una fase come cittadini attivi e consapevoli, non come Claretta.

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