Don’t panic! Ok, panic…

Ha ragione PR: siamo passati al 26 aprile senza neanche passare per il 25. La letterina dei ribelli del PdL, prima smentita, poi pubblicata sui giornali, lamenta che così non si va avanti. Se ci sono personaggi che non meritano rispetto – politico, s’intende – sono coloro che, oltranzisti della prima ora e più realisti del Re, dopo avere difeso l’indifendibile mollano precipitosamente l’Eletto quando tutto ormai irreparabilmente frana, dall’oggi al domani. Se si è deciso di seguire le sorti di un Governo attraverso le deviazioni a Portici, gli stallieri eroi, le catapultate in politica, le storielle, i “meglio guardare le belle ragazze che essere gay”, le leggi ad personam, le nipotine di regnanti, le Olgettine, beh, allora si abbia la dignità di resistere o di andare a fondo col Capitano o, magari,  di manifestare con congruo anticipo le proprie perplessità. Ora, che i sei “traditori”, come li chiama con la solita classe il Giornale, si sveglino dal lungo sonno e si accorgano che “la base di consenso parlamentare dell’attuale esecutivo è del tutto inadeguata a realizzare la difficile agenda di impegni sottoscritti di fronte alle istituzioni sovranazionali europee, al Parlamento e al popolo italiani”, è francamente poco dignitoso. D’altronde, lo stile si vede nei frangenti difficili e, a leggere lo stile da supplica paracula della missiva, mi pare che scarseggi.

 

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