La P.A. è di tutti

E’ stato pubblicato oggi su Il Foglio (cosa che ha fatto un poco storcere il naso a qualcuno) un intervento di Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma e uno fra i “giovani” dirigenti del PD più seguiti. Le sue “Dieci mosse per cambiare l’Italia” rappresentano spunti che mi sembrano di spessore ed utili per un dibattito che, nel centro-sinistra, diventa urgentissimo, visto che, lettere per l’Europa a parte, siamo di fatto in campagna elettorale. I temi sono tanti e rilevanti (dallo sviluppo sostenibile alle nuove tecnologie), ma ce ne è uno, il sesto, che mi sembra particolarmente appetitoso. “Promuovere la trasparenza della macchina pubblica, la cultura della valutazione, la razionalizzazione delle competenze, disboscamento degli enti di secondo livello, riforma della Presidenza del Consiglio”. Ragazzi qui c’è tutto.

Qualche considerazione.

  1.  Trasparenza: pur considerando un passo importante l’introduzione della trasparenza come “accessibilità totale” grazie al decreto 150 del 2009 (la Brunetta, insomma), questa novità va declinata, e va fatto avendo in mente una cosa ben precisa: la trasparenza è prerequisito essenziale della lotta alla corruzione ed alla promozione dell’etica pubblica. E dico solo un’altra cosa: mettere in piedi, finalmente, un vero processo di rendicontazione sociale del pubblico. C’è tantissimo da fare.
  2. La cultura della valutazione. A nessuno fa piacere essere valutato, ma è prassi comune ovunque, meno che in Italia. Anche su questo la riforma del 2009 ha dato un impulso che, a mio modo di vedere viziato dalla rigidità della famosa gabbia 25/50/25, si è impastato nelle resistenze dei sindacati e nella evaporazione dei fondi da distribuire. Si valuta per premiare o per sanzionare: e non si rimuovono dirigenti (e prefetti) “a capocchia” come l’infausta riforma del decreto legge dell’ ultima estate prevede.
  3. Razionalizzazione delle competenze: chi fa cosa e perché? Io qua dentro ci metterei tutto il discorso del reclutamento nel pubblico che, come ho sostenuto nel corso della Festa Democratica sulla P.A., deve basarsi sul concorso pubblico (questo sconosciuto) e su base tendenzialmente nazionale, Scuola Superiore della P.A. in primo luogo.
  4. Disboscamento degli enti di secondo livello. Sacrosanto, ma ci aggiungerei anche gli enti inutili, senza cadere negli errori di chi, da un giorno all’altro, ha spazzato via l’Alto Commissariato anti-corruzione. Un ente inutile, guarda un po’.
  5. Riforma della Presidenza del Consiglio. Qui entriamo nel campo minato di una piovra amministrativa che si è riprodotta per partenogenesi nel tempo e che oggi nel suo complesso sembra un esercito con un numero assolutamente sproporzionato di generali che spesso comandano solo sé stessi. Un suggerimento immediato: intervenendo in materia di politiche sociali si eliminerebbero almeno sei strutture e un caravanserraglio di sottosegretari, portaborse e consulenti.
Perché la pubblica amministrazione è la più grande organizzazione del Paese. Ed è di tutti. Pure di Monza e dintorni.
 
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One thought on “La P.A. è di tutti

  1. […] e Serracchiani a Bologna, che mi è piaciuta molto. Poi il manifesto di Nicola Zingaretti, che ho commentato da poco. A seguire la Leopolda 2011, che col suo Big Bang, ha fatto il pieno di attenzione di […]

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