Fermiamoli

Ci sono riusciti di nuovo a rovinare un momento che poteva e doveva essere ben altro. Si riunivano, come in tante città in Europa e nel mondo, gli indignati. Sono coloro che, giovani e meno giovani, vogliono protestare democraticamente contro un sistema socio-economico che non funziona. Dopo avere incassato persino il “sostegno” di Draghi e dopo le belle e colorate manifestazioni dei giorni scorsi in Via Nazionale a Roma, mi aspettavo un pomeriggio di altro tipo.

Scendo in strada con la macchina fotografica e a piedi mi dirigo verso San Giovanni. In Via di Santa Croce in Gerusalemme arriva un’ondata di incappucciati che sono ricacciati dalle forze dell’ordine. Vengono dalla zona antistante il Cinema Royal, e hanno caschi, bastoni, occhiali scuri. La gente li guarda fra il perplesso e l’incazzato. Un paio si cambiano velocemente fra due auto nascondendo parastinchi e cappucci, hanno l’accento romano.

Poi scoppia un casino più avanti verso la chiesa, non si capisce molto. Arrivo e vedo una decina di cassonetti buttati in mezzo alla strada, evidentemente per impedire il passaggio della polizia. Si radunano una quindicina di manifestanti, parecchie ragazze fra loro, e li ritirano su, rimettendoli a posto.

Verso San Giovanni ci fermiamo. Sullo sfondo la Basilica è coperta dal fumo, si sentono boati (bombe carta?) e si lanciano fumogeni. Il fumo arriva quasi sino a noi e la gola inizia a dar fastidio. Alcune esplosioni sembrano spari. Sul prato che costeggia Via Carlo Felice si allontanano due ragazzi incappucciati, alcune donne inziano ad insultarli e a dargli dei vigliacchi. I due rispondono che non sono loro il problema.

Arrivano le camionette con i poliziotti. Parecchi sono ragazzi. Spero che caccino via i black bloc a calci nel sedere. Un ragazzo incappucciato con maschera antigas si ferma e si cambia con tutta calma.

L’aria si fa pesante, ritorno verso casa. Davanti la chiesa di Santa Croce c’è un cerchio di persone sedute, saranno una cinquantina, manifestanti che si sono fermati e discutono col megafono. Sullo sfondo il fumo e i lampeggianti della polizia. Due preti li guardano dalla scalinata. Schiumano rabbia per le violenze ma discutono. Pacificamente.

Me ne torno a casa e vedo in televisione le immagini desolanti di violenza e distruzione con l’amaro in bocca per come sono andate le cose, per come gli utili idioti siano sempre in prima fila, per quello che è stato fatto alla mia città, per l’affronto ai tanti, tantissimi manifestanti pacifici. Fermiamoli, tutti assieme.

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11 thoughts on “Fermiamoli

  1. Anonimo ha detto:

    grazie

  2. Ottaviano Scarpa ha detto:

    Oggi, quello che tutti abbiamo visto, in particolare i caroselli delle autoblinde in mezzo ai teppisti, tutto sembrava un’autentica messinscena ! Come può essere credibile che un guppetto di 50 infiltrati militarizzati e 200 imitatori scalmanati potessero aver ragione di un numeroso spiegamento di forze dell’ordine ! Dovevano essere lasciati indisturbati nella loro azione di devastazione, come in passato il picconatore coSSiga ha mostruosamente illustrato ! In formato ridotto, è stata messa in atto la stessa strategia usata a Genova nel 2001. Lo scopo è stato raggiunto : OSCURARE LE RAGIONI sacrosante dei meravigliosi manifestanti pacifici e impedire loro di riunirsi a piazza san giovanni. I saccheggi di oggi a Roma sono stati pianificati e organizzati dalle solite forze reazionarie, massoniche, deviate e stragiste che hanno sempre devastato e insanguinato la Repubblica fino dalla sua fondazione !

  3. Ottaviano Scarpa ha detto:

    QUANDO IL SAGGIO INDICA LA LUNA
    LO STOLTO ( o il colluso?! ) GUARDA IL DITO !!!

    E’ inacettabile che i politici e TUTTI i media e le vuvuzela del regime nazi-finanziario si concentrino onanisticamente su un gruppetto INDISTURBATO (…) di “teppisti infiltrati”, per non parlare della bellissima manifestazione pacifica CONTRO I MANNARI FINANZIARI CHE SCHIAVIZZANO E MACELLANO I CITTADINI DA GENERAZIONI, nel silenzio assordante delle istituzioni, della magistratura e degli organi di polizia !

  4. Tiziana Reggio ha detto:

    lancio la proposta a chi ha le foto originali, e quindi può ingrandirle, di diffonderle via web.. è inconcepibile che ne abbiano preso solo 10, compreso quelli consegnati dai manifestanti.. e che non siano solo le forze dell’ordine a gestire questa cosa.. la guerra c’è.. su ogni fronte.. ma la nostra (mi ci metto in mezzo) che sia bianca ..

  5. Alfredo Ferrante ha detto:

    Ottima idea, lo faccio io per primo, ne ho diverse.
    Ciao e grazie
    Alfredo

  6. Anonimo ha detto:

    eccone qui uno. il tipo che gli scatta i primissimi piani lo conosco, gli posso chiedere di aggiungerle alle mie.
    http://www.flickr.com/photos/9045182@N07/sets/72157627780125439/

  7. Alfredo Ferrante ha detto:

    Grazie, chiarissimo come si cambi fra le auto per poi mescolarsi ai manifestanti!
    Ciao

  8. […] addirittura cacciandoli dal corteo e consegnandone alcuni alle forze dell’ordine. Ricordavo nel mio post di ieri come un paio di donne avessero insultato due incappucciati che si allontanavano trotterellando […]

  9. Arthas ha detto:

    Ciò che ci occorre è una rivoluzione, ma di valori!

  10. mondocineroma ha detto:

    L’articolo è impeccabile, sotto ogni punto di vista! Ma attento alla sezione “commenti”. Può essere quello il “cavallo di troia” del tuo blog. Evita, a seguito di provocazioni, di trascendere nel turpiloquio, nella volgarità, nell’iconoclastia e soprattutto nell’invettiva “violenta”. La violenza difatti ti pone automaticamente dalla parte del torto, ed annulla qualunque merito tu possa avere. Come del resto è successo agli “Indignatos” che manifestavano a Roma il 15 Ottobre. La falange violenta di “Infiltratos” ne ha vanificato il messaggio. Tutto studiato ad-hoc per boicottarli? Leggilo su:
    http://mondocineroma.wordpress.com/2011/10/16/perdono-gli-%E2%80%9Cindignatos%E2%80%9D-vincono-gli-%E2%80%9Cinfiltratos%E2%80%9D-pilotati-da-qualcuno/

  11. […] sono mancate scene di inaudita violenza (ho provato a descriverle da malcapitato testimone qui e qui, ad esempio): la condanna è però netta, aldilà di quel che dica la Chiesa, che separerei […]

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