E’ un Paese per vecchi. Dentro

Assistere ad un soliloquio del Presidente del Consiglio dei Ministri in carica è una esperienza significativa: gli ingredienti di base sono sempre gli stessi, mescolati con abilità e con qualche condimento recuperato per l’occasione. Fioretti a venti anni, balli con la mamma, l’amicizia personale con i leader di mezzo mondo, Gheddafi birbaccione ma con i libici che vivevano benissimo, la Corte Costituzionale di sinistra, e via cantando. Chi applaude estasiato e chi ha il sangue in ebollizione nel sentire tali sparate: è la democrazia. Qualcuno dice che il Silvio Berlusconi di oggi faccia quasi tenerezza. Spolpato da finti amici e operosi lacché, da veline con due dita di pelo sullo stomaco e da faccendieri di tutte le risme, sempre più simile, fra tiraggi spietati e cerone in dosi industriali, alla mummia di Lenin, ispira un non so che di compassione.

In realtà, a farmi davvero pena sono stati i giovani (vecchi) della Giovane Italia che, alla manifestazione Atreju 2011, si sono spellati le mani per ogni risposta alle domande confezionate su misura e offerte da ragazze e ragazzi militanti. E mi hanno fatto pena non solo perché nessuno ha neppure rumoreggiato a sentire che il Bunga Bunga era un modo per dire che ci si riuniva dopo 15 giorni di lavoro a fare gossip, o a farsi rifilare che gli “umani sfoghi” capitano a tutti, e che è normale che un Premier dica che il proprio Paese è un Paese di merda. Addirittura hanno fatto pippa nel sentirsi dire che Lui, fra le mirabolanti imprese dell’ultimo Ventennio, ha sdoganato il MSI: ma possibile che qualche ragazzo o ragazza di destra in mezzo a tanti giovinetti non si sia fatto girare un poco le balle? E invece, giù applausi (anche se la Meloni, per dover di cronaca, ha fatto uno sgrunf). Mi hanno fatto pena, e parecchio, quando hanno approvato con soddisfazione la perla secondo la quale la politica non deve immischiarsi nel libero gioco economico, perché l’economia crea sviluppo (sic!): insomma, avete un futuro di merda (questo sì), ma le cause che lo hanno permesso saranno le vostre salvatrici.

Non so se poi abbiano applaudito il Giovin Alfano che ha sostenuto che “non è il denaro che muove il mondo, ma la speranza dei popoli”. Sono giovani vecchi. Dentro.

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