A volte ritornano

A volte (anzi, spesso) ritornano. Durante la Festa dei Popoli della Lega Nord a settembre 2010, il Segretario del partito e Ministro delle Riforme per il Federalismo annunciava che «La battaglia non è finita, dopo il federalismo inizia subito quella per portare democraticamente i ministeri via da Roma, nelle principali città» dato che «ci sono anche i nostri ragazzi e i ministeri portano moltissimi posti di lavoro, non capiamo quindi perché non si possono spostare, a Torino, a Milano e a Venezia». Ora, in costanza di ballottaggi, la Lega rilancia la proposta come incentivo per gli elettori del centrodestra, spalleggiata dal Presidente del Consiglio («abbiamo pensato anche a qualche decentramento per alcune funzioni di governo», dice Berlusconi a Telelombardia), mentre Forza del Sud ribatte con la minaccia di portare almeno tre dicasteri nel meridione. Insomma, sparpagliare i pezzi dell’amministrazione centrale sarebbe la naturale conseguenza del federalismo.

Mentre si attendono eventuali commenti del Ministro Brunetta, competente per materia, mi permetto qualche breve considerazione, in qualità di dirigente dello Stato. Intanto, basterebbe pensare alla più vecchia democrazia federalista del mondo, gli USA, per vedere come Washington sia la sede naturale di tutte le strutture del governo centrale. Poi ci si dimentica che molti ministeri si articolano in strutture periferiche su tutto il territorio nazionale, come, ad esempio, il Ministero del Lavoro che ha, tra le tante, la fondamentale missione di condurre le ispezioni sui luoghi di lavoro. Ricorderei, ancora, che la pubblica amministrazione è cosa pubblica, di tutti gli italiani, indipendentemente da dove risiedono, e non serve (come è stato fatto abbondamentemente per decenni) come ufficio di collocamento e serbatoio elettorale. Ed infine, ma chi si dovrebbe spostare da Roma al Nord o altrove ed in base a quali criteri? E con quali immaginabili disagi? Chi si sobbarcherebbe le spese per muovere lavoratori e famiglie? O apriamo sedi vuote in attesa di fare concorsi riservati ai locali? (PS: questo post è sostanzialmente riciclato da un mio vecchio intervento di mesi fa, ma non è colpa mia se siamo ineluttabilmente inchiodati alle medesime trovate…)

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2 thoughts on “A volte ritornano

  1. giovanni ha detto:

    e come direbbe Quelo, “la seconda che hai detto”…

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