Da un grande potere…

…deriva una grande responsabilità. La perla di saggezza che il povero zio Ben rifilava a Peter Parker, alias Uomo Ragno, che da ex nerd cercava di fare i conti con i suoi nuovi ed incredibili superpoteri, si adatta abbastanza alla ormai celeberrima terza gamba del Governo italiano. Solo a rovescio: da una grande responsabilità (e diavolo, sono o non sono i Responsabili?) deriva un grande potere. Un predellino al Governo.

Dice oggi il Direttore de Il Giornale che i nuovi sottosegretari «…han­no la stessa dignità, diritti e pretese di qualsiasi altro parlamentare. Alcuni sono mossi da nobili intenti, altri da calcolo personale. Esattamente come il novantanove per cento di chi fa poli­tica». In effetti, sacrosanto, inutile fare le anime candide. Tuttavia, resto convinto che, a scapito della insostenibile scusa della assenza di vincolo di mandato, chiunque sia eletto sotto il simbolo di un partito e poi lo abbandoni debba dignitosamente dimettersi, a garanzia della solidità dei propri personali convincimenti (a meno che non lo caccino, e ogni riferimento è voluto).

Il problema urticante, a mio modo di vedere, non è il “premio” della entrata al Governo, che dal canto suo  non può che fare di tutto per trovare dei numeri. Lo capisco. A me la cosa non piace, ma tant’è. Il fatto è che tanti appartenenti all’Armata Brancaleone dei Responsabili (che nulla, ma proprio nulla, ha ideologicamente in comune, se non il cattivo gusto in fatto di inni di partito), non solo hanno mollato i partiti di origine (legittimo) ma sono andati a sostenere il Governo che avevano aspramente criticato fino al minuto prima. Tutti, indistintamente, hanno palesemente mercanteggiato il loro appoggio al Governo, molti smentendosi a ripetizione senza batter ciglio.

La solita, banale domanda è: gli elettori che ieri hanno votato per la lista (bloccata) in cui campeggiavano Tizio o Caio, magari capolista, e che intendevano con ciò sostenere il Governo A, e che oggi si trovano i Tizio o Caio dall’altra parte a sostenere il Governo B, potranno farsi girare le balle? O no? E qual’è mai, oggi, il legame tra Governo (e classe politica) e i cittadini elettori? Razzi loro, mi sa.

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