Ognuno ha la sua croce

Uno. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della rimozione del giudice di pace che si era rifiutato di tenere udienza in presenza della esposizione del crocefisso: “La presenza di un Crocefisso – scrive la Cassazione – può non costituire necessariamente minaccia ai propri diritti di libertà religiosa per tutti quelli che frequentano un’aula di giustizia per i più svariati motivi e non solo necessariamente per essere tali utenti dei cristiani, con la conseguenza che il giudice […] non poteva rifiutare la propria prestazione professionale solo perché in altre aule di giustizia (rispetto a quella in cui egli operava) era presente il Crocefisso».

Due. Una nota circolare dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio del Ministero dell’Istruzione, nel disporre il lancio della giornata-convegno “Oggi scelgo io” sull’avvio dei maturandi all’università, riporta, fra l’altro, che “anche il luogo dove si svolgerà il Convegno ne sottolinea l’intento: il Santuario del Divino Amore è meta tradizionale di pellegrinaggi che si svolgono soprattutto di notte. Oggi come ieri, il Santuario si offre a tutti – cattolici e di altra religione, credenti e non credenti, italiani e stranieri, tutti cittadini e pellegrini di Roma – come il traguardo di un viaggio notturno, passaggio umano denso di difficoltà ma che si conclude nella luce del mattino…”. Alcuni si risentono.

Tre. La Corte europea dei diritti dell’Uomo emetterà il prossimo 18 marzo la sentenza definitiva sulla presenza del crocefisso nelle aule delle scuole pubbliche italiane, a seguito della prima pronuncia a  favore della signora Lautsi che aveva fatto ricorso contro il simbolo cristiano. La Corte aveva giudicato la presenza del crocefisso nelle scuole statali come ”contraria al diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le loro convinzioni e al diritto dei minori alla libertà di religione e di pensiero”. l’Italia era stata condannata a risarcire 5.000 euro alla Lautsi per danni morali ed il governo italiano aveva – inspiegabilmente, a mio modo di vedere – presentato ricorso nel gennaio 2010.

Mi sembra che Chiara Saraceno abbia ben chiarito i limti della questione relativa alla laicità dello Stato, che non significa indifferenza o, magari, eliminazione dei credi religiosi, parte fondamentale delle coscienze di tantissimi cittadini, ma doversosa neutralità della parte pubblica rispetto ad aspetti propri della intima spiritualità delle persone, rispettando, così, anche la posizione di chi non crede. Il panorama che abbiamo davanti mi sembra configuri, e certo non da oggi, una commistione fra Repubblica e Religione (cattolica, in questo caso, ma sarebbe lo stesso con altre religlioni) che stona fortemente con la Carta Costituzionale, che pure ha concesso enormi spazi alla Chiesa Cattolica. Le chiese fanno il loro “lavoro”, naturalmente, ed è giusto e legittimo che abbiano tutti gli strumenti e le condizioni per farlo, ma lo Stato deve fare altrettanto, ed a favore di una ben più ampia platea. A me, personalmente, il crocefisso non dà alcun fastidio, ma è indiscutibile che in termini di irrinunciabile laicità dello Stato, un problema esiste. Negarlo non fa bene a nessuno, e men che meno ai cattolici.

Annunci
Contrassegnato da tag , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: