Di mele e di cachi

Lo aveva annunciato Beppe Pisanu, Presidente dell’Antimafia, tempo fa, ed escono ora i nomi dei 45 impresentabili candidati nelle diverse regioni, soprattutto al Sud, in violazione (spregio) delle regole in occasione delle ultime elezioni amministrative. Un numero apparentemente piccolo ma, stando alle dichiarazioni di alcuni membri della Commissione Antimafia, non rispondente alla realtà, anche alla luce della reticenza che si sostiene alcune Prefetture avrebbero mostrato nel fornire i dati richiesti. Passi tenerci gli onorevoli fantasma delle liste bloccate o assistere impotenti a cambi di casacca in massa per la creazione di improbabili terze gambe responsabili, ma qui il tema è imprescindibile per la tenuta democratica di un Paese. Qualcuno si rammarica che i partiti violino i codici etici: ma se non funzionano leggi e se si vota comunque chi non dovrebbe essere in lista (per convenzienza o per mera ignoranza dei fatti) che diavolo ci facciamo con i codici etici? E’ un problema di cesto, non di mele marce. Di poca trasparenza, di etica fragile, di legalità vista come fastidio. Siamo nel Paese della doppia fila istituzionalizzata, base imprescindibile per tutte le possibili marachelle, birbanterie e, per qualcuno, nefandezze. E’ la terra dei cachi.

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