Fissazione nucleare

Da un po’ di tempo è apparsa sulla stampa una pubblicità su tal Forum Nucleare Italiano, che si definisce “un’associazione no-profit che vuole contribuire, come soggetto attivo, alla ripresa del dibattito pubblico sullo sviluppo dell’energia nucleare in Italia” per “favorire una più ampia e approfondita conoscenza dell’opzione nucleare e delle sue implicazioni come condizione indispensabile di un confronto non pregiudiziale su questo tema”. Primo risultato delle ricerche in materia di nucleare su Google (provare per credere!), è uno spazio tutto lindo e pulito, laico e dialogante, anche se non si capisce chi siano i membri di questa associazione. Solo spulciando nello statuto si realizza che soci fondatori sono ENEL e EDF, a loro volta  soci al 50% di Sviluppo Nucleare Italia, società che realizza studi di fattibilità per la costruzione in Italia di centrali nucleari con la tecnologia di terza generazione avanzata. Insomma, coloro che, ai sensi del decreto legislativo 31/2010, si preparano a costruire centrali in Italia, mettono su una campagna informativa sul nucleare, che mira a riavviare il dibattito sul tema.

Sia chiaro: tutto legittimo e, per alcuni versi, apprezzabile. Ma allora perché non dirlo chiaro chiaro sul sito senza facciate da associazione culturale? 

E, a proposto di trasparenza sul tema del nucleare (a cui, lo ammetto, sono ideologicamente e parzialmente contrario, fors’anche per un tantinello di scorie di cui nessuno sa che fare), tre cosine.

Uno: sulla home page del sito del Ministero dello Sviluppo Economico, dicastero titolare della vicenda relativa alla futura strategia nuclare italiana (di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 31 del 2010), non sono riuscito a trovare la parola “nucleare”.

Due. All’articolo 22 del decreto 31 si parla, correttamente, di Comitati di confronto e trasparenza presso territori prescelti per l’installazione di centrali, allo scopo di garantire alla popolazione, che magari non si strapperà i capelli dalla felicità di avere una centrale nucleare dietro l’angolo, la massima informazione ed il più ampio confronto (tipo stakeholder engagement, diciamo): ebbene, su 16 membri, solo 1 (sì, uno!) è rappresentante delle associazioni ambientaliste, tutti gli altri sono burocrati. Fantastico.

Tre. Nel Programma Nazionale di Riforma, presentato in bozza lo scorso novembre nella fase di avvio del Semestre Europeo all’Unione europea, approvato dal Consiglio dei Ministri del 5 novembre 2010 e redatto dall’Ufficio di Segreteria del CIACE sulla base dei contributi di tutte le Amministrazioni interessate, si legge al punto 3.1.4 (“Il nucleare per la crescita dell’economia italiana”) che “nel 2050 uno degli scenari plausibili prevede che vi saranno circa 9 miliardi di abitanti del pianeta che produrranno 3-4 volte la ricchezza odierna, attesa anche l’emancipazione veloce dei Paesi oggi emergenti. Ciò richiederà il doppio dell’energia rispetto al fabbisogno attuale”. Nove milardi di persone stipate come sardine che producono ricchezza? Emancipazione? Doppio dell’energia? Pare di sì, e chi se ne importa della sostenibilità del pianeta. Conclusione? “E’ quindi essenziale cominciare da subito a prevedere il rafforzamento o (per l’Italia) l’introduzione dell’unica fonte che rende possibile coniugare la sicurezza degli approvvigionamenti, l’economicità e la sostenibilità ambientale, economica e sociale: il nucleare”.

Ma è proprio una fissazione. Nucleare.

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One thought on “Fissazione nucleare

  1. […] (IAP) ha dichiarato che la pubblicità del Forum nucleare italiano (di cui avevo diffusamente parlato qualche tempo fa) non è conforme agli articoli 2 e 46 del Codice di Autodisciplina della […]

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