Ma la scuola non era di tutti?

C’è stato, in questi ultimissimi giorni, un “uno-due” al carattere pubblico e laico della scuola italiana. Varrà poco farlo, ma mi gira di dire che i due episodi sono, a mio modo di vedere, molto gravi.

Il primo: la vicenda del Comune di Adro, ben raccontata dall’ultima puntata de “L’infedele” di Gad Lerner e ricordata da Piovono Rane, che vede una scuola elementare tappezzata da simboli indubitabilmente ed inequivocabilmente leghisti e con i crocefissi imbullonati ai muri (non scherzo!) e che ha portato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a commentare in modo roboante  l’episodio come folklore. Anzi, in modo letteralmente incredibile, ha rilanciato sostenendo che si dovrebbe polemizzare quando sono i simboli della sinistra ad entrare in classe (!). Mi verrebbe da dire “ma quale sinistra????”, ma forse mi sono perso i licei che hanno sostituito lo stellone della Repubblica con la falce ed il martello… Fossi un genitore di uno dei bambini, e con tutto il rispetto di chi ha tirato fuori i soldi per quella scuola, ritirerei mio figlio o mia figlia da quella scuola, perché lo Stato non ha colore politico.

Il secondo. «La lettura della Bibbia nelle scuole è un’iniziativa a cui sono favorevole come ministro, come credente e come cittadina italiana», sostiene il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca  sul periodico cattolico Famiglia Cristiana. Premesso che a me della religione importa molto poco, leggo meravigliato che «è importante che i nostri figli, nel bagaglio di conoscenze che la scuola deve garantire loro, possano incontrare fin da subito un testo che ha determinato la nascita della civiltà in cui viviamo e che parla ai cuori e alle coscienze di tutti» e che  «l’Occidente è stato edificato sugli insegnamenti del cristianesimo ed è impossibile, senza comprendere questa presenza, studiare la sua storia, capire la filosofia, conoscerne l’arte e la cultura» nè si può «dialogare e confrontarsi in modo proficuo con le altre culture». Eh no, la Bibbia la si legge in Chiesa, e così vale per tutti i testi sacri delle diverse religioni, che si leggono nei templi e luoghi di culto. A scuola no. A scuola si studia e, per chi sceglie di farla, c’è l’ora di religione, meglio delle religioni, per far capire che molti esseri umani credono e che altri non credono. Perchè in Italia non esiste una religione di Stato e vorrei che il mio Ministro (perchè è Ministro di tutti gli Italiani) lo ricordasse.

Ultime notizie: il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca manda una lettera al Sindaco di Adro, nell’imbarazzo generale della maggioranza di Governo, solo 8 giorni dopo l’inaugurazione della famigerata scuola. Meglio tardi che mai. Ci pensa il Ministro delle Riforme per il Federalismo a commentare esaustivamente il tutto  (aggiornato il 19 settembre 2010).

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