Si può dare (di conto) di più

Sono state finalmente presentate, lo scorso 5 febbraio a Milano, le attese Linee Guida per la redazione del bilancio sociale a favore delle organizzazioni non profit, realizzate a cura dell’Agenzia per le ONLUS in collaborazione con ALTIS dell’Università Cattolica. E’ un ulteriore, importante pezzo nella costruzione della cultura della render conto (la c.d. accountability) da parte dei corpi intermedi, dalla quale non si sottraggono neanche le organizzazioni del Terzo Settore che, anzi, da tempo hanno avviato un ragionamento su tali aspetti (va ricordato, ad esempio, il lavoro prodotto dai Centri di Servizio per il Volontariato nel 2009).

Il mondo dell’impresa è da anni impegnato su questa strada, seppure in un panorama di griglie di rendicontazione le più varie e, spesso, difformi, mentre, dal canto suo, anche il settore pubblico sta muovendo i primi passi su modalità diverse di rendicontare ai cittadini: penso non solo alle Linee Guida emanate dall’allora Ministro Baccini e alla numerosa produzione di bilanci sociali da parte di strutture pubbliche (enti locali in primo luogo), ma anche alle disposizioni in tema di trasparenza previste dalla recente normativa Brunetta, che apre potenzialmente strade nuove tutte da esplorare.

Fornire al mondo del volontariato e del Terzo Settore uno strumento da utlizzare per comunicare ai portatori di interesse (cittadini, imprese, attore pubblico) la propria missione è certamente la via perché queste organizzazioni consolidino il ricco capitale reputazionale di cui godono presso gli Italiani e una ulteriore modalità per crescere in termini di professionalità e maturazione. A differenza di alcuni altri casi (come per le imprese sociali), lo strumento proposto è volontario ma, in un’ottica di trasparenza e apertura all’esterno, può costituire un elemento aggiuntivo ai fini della costruzione e del mantenimento della fiducia quale legame sociale indispensabile. Scopo ultimo, va ricordato, è tendere alla sempre maggiore intellegibilità, completezza e correttezza dell’informazione a vantaggio di noi tutti: consumatori, utenti, cittadini.

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