Come facevano notare su twitter (grazie @RobTallei) a proposito dell’ormai celeberrimo spot della SISAL (sì, quello del “lasciatemi sognare con la schedina in mano”), non stona un poco quell’invito a giocare il giusto dopo l’orgia di creduloni che sventolano le loro ricevute intonando una tamarra cutugnata? E, aggiungo: ma in un momento in cui chi è rimasto senza lavoro sta sulle gru e il volume di gioco in Italia cresce di 1/4 in un anno, spingere a giocare non sa di speculazione sulla pelle dei grulli? Per quel che mi riguarda, sottoscrivo quello che ha scritto Giovanna Cosenza.